ALIMENTAZIONE
1) descrizione
2) propietà benefiche degli alimenti e cosigli importanti
3) alimentazione del bambino
4) alimentazione dell'anziano
5) l'acqua
1) descrizione
L'alimentazione è uno dei fattori che incidono più fortemente sull'accrescimento e sullo sviluppo fisico .
L’uomo apporta con gli alimenti tutto il materiale adatto e necessario per mantenere la composizione chimica e la struttura biochimica dell’organismo,
- per bilanciare le perdite indotte dalle condizioni della vita (attività, secrezioni attive, riproduzione) e di lavoro,
- per mantenere l’efficienza biochimica dei tessuti.
L’uomo necessita dei medesimi elementi di cui abbisognano le piante e gli altri animali (terrestri ed acquatici e di tutto il materiale plastico (proteine) energetico (glicidi e lipidi) e complementare (acqua, vitamine, ioni, sali minerali) adatto per mantenere la temperatura corporea (omeotermia) e l’equilibrio osmotico delle cellule e dei tessuti, per sopperire all’usura fisiologica del materiale plastico (tempo e durata della vita delle proteine delle cellule e dei tessuti), per compensare tutte le perdite energetiche indotte dal lavoro, per fronteggiare le richieste plastiche, energetiche e complementari superiori alla media (crescita, gestazione, allattamento).
Questo dipende in gran parte dall' equilibrio fra i bisogni
dell'organismo -che variano in funzione:
1)dell’età
2)del sesso
3)del tipo di attività lavorativa
4)dell' esercizio fisico
5) l’apporto alimentare.
Al fine di comprendere la relazione tra alimentazione
e attività fisica elenchiamo alcuni esempi: 
Per compensare ( cioè non accumulare calorie)
Una rosetta con prosciutto o formaggio -------- camminare a passo discreto per 20 minuti
Due palline di gelato -----ballare il “liscio” per 45 minuti- oppure stare in piedi per 2 ore
Cinque quadretti di cioccolata------------------------- pedalare per 20 minuti
--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Esempio di dispendio energetico (cioè consumo di calorie)
(30 minuti senza pause)
Masticare chewing gum………………….6 kcal.
Guardare la tv…………………………….40 kcal
Lavare i pavimenti……………………..130 kcal
Ballare il ballo liscio…………………..220 kcal
Nuotare…………………………………450 kcal
Salire le scale…………………………..250 kcal
Camminare in salita…………………….400 kcal
Camminare in piano…………………….160.kcal
L’organismo adempierà le sue funzioni:
- assumendo, con gli alimenti, tutti i fattori nutritivi (plastici ed energetici) e complementari utili per le sintesi biologiche;
- liberando, omogeneizzando e semplicizzando attraverso i processi di digestione tutti i fattori plastici, energetici e complementari apportati con gli alimenti;
- assorbendo attraverso l’intestino,i fattori plastici energetici e complementari nelle quantità necessarie e opportune per sopperire alle perdite ed ai bisogni delle cellule e dei tessuti;
- utilizzando e destinando i fattori nutritivi e complementari, nelle correnti di utilizzazione ed agli scopi plastici, energetici e complementari a seconda delle funzioni e delle attività biologiche dell’uomo(accrescimento, riproduzione, gestazione, allattamento, omeotermia, lavoro ed attività) nelle fasi e nelle differenti attività biologiche
(vedi: fonte di energia , alimenti energetici, alimenti plastici e alimenti protettivi.)
Accorgimenti !!!!
Leggere con attenzione l'etichetta di tutti i cibi aquistati e controllare la presenza di additivi - non tutti sono innocui (alcuni additivi sono innocui se non superano una certa quantità).
Che cosa sono gli additivi alimentari?
Sono sostanze che non hanno alcun valore nutritivo, ma che vengono aggiunte dall’industria agli alimenti per uno specifico fine tecnologico.
Possono essere naturali oppure ottenuti per sintesi chimica in laboratorio e servono per esempio a conservare, a edulcorare, a colorare gli alimenti o a impedire che essi si ossidino e vadano a male. Sono additivi la saccarina, l’aspartame, l’acido lattico, il lisozima....
Quanti sono e come vengono classificati?
L’Unione Europea attualmente ne permette 360, contraddistinguendoli con una E (che sta per Europa) più un numero di tre o quattro cifre.Per esempio il sorbitolo, un dolcificante, è caratterizzato dalla sigla E 420; le pectine dalla E 440.
Come mai il pubblico li considera con diffidenza?
Anche se è improprio demonizzarli tutti (senza le aringhe in salamoia, i vichinghi sarebbero mai arrivati fino in America?), queste perplessità sono giustificate dalla frequenza con cui alcuni additivi che prima erano tranquillamente permessi vengono proibiti in seguito a nuovi dati di laboratorio.
È il caso di E 230, 231 e 232, usati per molti anni nel trattamento degli agrumi e poi catalogati come pesticidi. Resta il fatto, inoltre, che parecchie di queste sostanze restano fondamentalmente inutili. È davvero necessario aggiungere qualcosa al cibo semplicemente per cambiarne il colore? In sostanza, spesso l’additivo sopperisce (o tenta di sopperire) a una carenza di qualità. Con il progredire di una coscienza alimentare sempre più attenta, questi dubbi si fanno pressanti.
Chi decide se un additivo fa male oppure no?
L’Unione Europea su parere dell’Efsa, il suo organismo di consulenza per la sicurezza alimentare. Sulla base delle prove di tossicità eseguite sulla cavie, si assegna la cosiddetta Dga.
Che cos’è la Dga?
La sigla sta per Dose giornaliera ammissibile ed è la quantità di una certa sostanza che, in base al peso, può essere assunta giornalmente, anche per tutta la vita, senza rischi individuabili «allo stato attuale della conoscenza». Già quest’ultima parte della definizione fa capire quanto la questione non sia del tutto risolta. Ma i problemi non finiscono qui.
Ci sono altri rischi?
Quello che nelle prove di laboratorio non vengano considerati gli effetti combinati delle diverse sostanze. E poi restano molte discrepanze. Per fare un caso fra molti, alcuni additivi permessi nell’Ue, per esempio i ciclammati e l’amaranto, rispettivamente E952 ed E123, sono proibiti negli Stati Uniti.
La lettura delle etichette basta a difenderci?
È una pratica fondamentale.Vale la pena di imparare a memoria gli additivi dubbi e sforzarsi di leggere ogni volta la lista degli ingredienti, anche se le scritte, non a caso,
sono sempre in corpo minimo. Tuttavia occorre sapere che non sempre è garantita la tracciabilità. Può ancora accadere che un panificatore dichiari l’assenza di un certo additivo nel proprio prodotto finito, senza sapere che al mulino esso è stato aggiunto alla farina. 
Per stare tranquilli conviene passare al biologico?
Certo gli alimenti biologici danno qualche garanzia in più. Basti pensare che, dei 360 additivi alimentari, il biologico ne permette soltanto 50 e il biodinamico appena 10. Meglio ricordarsene in caso di intolleranze, nella dieta dei bambini o quando si allatta.
Ma qual è la differenza fra biologico e biodinamico?
A grandi linee, l’agricoltura biologica, i cui prodotti sono sottoposti a un regime di controllo e di certificazione, evita il più possibile l’uso di pesticidi. S’intende invece per agricoltura biodinamica quella pratica, basata sugli insegnamenti di Rudolf Steiner, che si sforza di migliorare il terreno considerandolo un organismo vivente, ipotizzando che non vi è buon prodotto senza il terreno adatto. I prodotti biodinamici hanno tutte le caratteristiche di quelli provenienti da agricoltura biologica.
Accorgimenti
Come abbiamo visto,alcuni conservanti naturali o chimici permettono agli alimenti di conservasi in maniera ottimale per più tempo. Sta al buon senso dei consumatori usare detti alimenti facendo un confronto, anche economico, tra un prodotto e l'altro.Spesso alcuni prodotti hanno prezzi inferiori o superiori proprio per le loro caratteristiche.

2) propietà benefiche
Proprietà "benefiche" di alcuni alimenti 
Pane integrale
“Ricordiamo che il pane integrale può essere ottenuto sia utilizzando farine provenienti dalla macinazione del chicco intero, sia partendo dalle farine raffinate di grano o di altri cereali con aggiunta di crusca di cereali. In generale il pane integrale è, rispetto a quello bianco, un pò meno calorico, più ricco di fibra e minerali, quali ferro e calcio.
Bisogna quindi chiedere al panettiere o leggere l’etichetta se si tratta di pane confezionato. Per il suo consumo, non dimentichiamo che la fibra e le sostanze bioattive sono contenute anche negli ortaggi, nella frutta, nei legumi e quindi, se la dieta è sufficientemente ricca di questi alimenti vegetali, c’è senz’altro posto anche per il pane bianco, magari da alternare a quello integrale”..
Olio Extravergine di Oliva
Dal punto di vista nutrizionale, per le caratteristiche della sua composizione chimica, l'olio extravergine di oliva va considerato un prodotto alimentare di elevato pregio.
Esso, infatti, è facilmente metabolizzabile, limita i processi di biosintesi del colesterolo plasmatico e favorisce la secrezione pancreatica, mentre gli altri suoi acidi grassi, quali i polinsaturi detti anche grassi essenziali, sono contenuti nell'olio d'oliva in proporzioni ottimali (simile a quelle del latte materno). Ribadiamo il concetto: olio d'oliva crudo = nessuna controindicazione.
L'olio di oliva è comunque sempre stato considerato a metà strada fra alimento e medicinale.
Nelle comunità rurali viene ancora usato per estrarre le spine dalla cute, per curare il mal di pancia, per ammorbidire i duroni ecc.. così come le nonne lo usavano per assicurare lucentezza e morbidezza ai capelli.
Oggi la medicina è tornata a riconsiderare seriamente le proprietà terapeutiche dell'olio.
- per i bambini: nei lattanti circa la metà della razione energetica è assicurata dai grassi. Ecco perché nel latte materno sono presenti in quantità elevata gli Acidi Grassi Essenziali (AGE o EFA). Anche sotto questo aspetto l'olio extra vergine di oliva riveste un interesse straordinario: ha infatti una composizione AGE simile a quella del latte materno.
- per gli adulti:al contrario dell'olio di semi, nell'olio extra vergine di oliva predomina l'acido oleico, monoinsaturo. Da un punto di vista nutrizionale questo è un aspetto di primaria importanza: a differenza degli acidi grassi polinsaturi presenti negli oli di semi, l'acido oleico protegge i lipidi di membrana dalla ossidazione e quindi diminuisce il rischio oncogeno e coronarico, l'esposizione a malattie infiammatorie, all'arteriosclerosi, alle epatopatie, alla litiasi biliare e rallenta l'invecchiamento delle cellule. Attivo sui grassi e sul colesterolo del sangue. E' utile nella prevenzione dell'ulcera gastroduodenale, nella stimolazione della secrezione esocrina del pancreas, nel favorire la secrezione biliare (azione coleretica) e lo svuotamento della cistifellea (azione colagoga), nell'agevolare la digestione e l'assorbimento dei grassi e delle proteine alimentari, nell'attivare la peristalsi intestinale, nel promuovere l'escrezione dei sali biliari e del colesterolo dal fegato e la loro rimozione dal tenue.
- per gli anziani: aiuta a combattere la stitichezza atonica, assicura una buona mineralizzazione delle ossa, può correggere un altro grave squilibrio metabolico dell'anziano, l'osteoporosi.
olio di semi
È stato dimostrato che molti dei componenti naturalmente presenti negli olii vegetali hanno proprietà benefiche.
Il numero degli ingredienti attivi finora individuati nei semi oleosi è impressionante. Molte di queste sostanze arrivano integre fino all’olio per condimento o a quello per friggere.
La Vitamina E è un potente antiossidante e gli olii vegetali ne sono una delle fonti primarie. Anche ogni singolo acido grasso possiede proprietà specifiche . L’acido linoleico è un acido grasso polinsaturo che ha la proprietà di ridurre il colesterolo mentre l’acido a-linoleico è correlato al benessere cardiaco. L’acido ricinoleico è l’ingrediente attivo dell’olio di ricino ed è un potente lassativo.
I legumi
Fagioli, lenticchie, soia, ceci, cicerchie, fagiolini, fave, lupini, piselli. Sono talmente tanti che è impossibile trovare qualcuno a cui non piacciano. Eppure sono i primi a sparire dalla nostra dieta quando decidiamo di buttare giù i chili di troppo, perché considerati nemici ipercalorici e responsabili di imbarazzanti gonfiori.
A quanto pare, invece, sarebbero proprio i legumi dei validi alleati per dimagrire, perché, specie se freschi, non contengono un alto contenuto calorico, e in più sono ricchi di fibre, utili in ogni dieta per purificarsi e per affievolire il senso di fame.
Secondo una ricerca, pubblicata sul British Journal of Nutrition, i legumi hanno un basso indice glicemico, e in paticolare arachidi e fagioli bianchi hanno un effetto benefico sul colesterolo. La spiegazione sta nell’interazione tra il diverso apporto di minerali e l’acido fitico, una sostanza che ne limita l’assorbimento.
fagioli
Le fibre di cui sono ricchi i fagioli può aiutare a ridurre il peso corporeo. -. In pratica quando si mangiano i fagioli il picco glicemico è inferiore e ritardato rispetto a quando di mangiano altri alimenti, per esempio il pane e la pasta, e questo può avere risvolti positivi sull’organismo. I fagioli hanno importanti proprietà nutritive: sono una buona fonte di minerali, soprattutto calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, zinco, rame, e di vitamine del gruppo B .
LENTICCHIE
I dietologi consigliano il loro consumo perché oltre ad essere molto digeribili sono alimenti totalmente privi di grassi e di colesterolo. Le lenticchie sono considerate legumi ad alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali. Sono inoltre ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di lenticchie equivalgono a 215 grammi di carne.
Per una maggiore assimilazione delle proteine è ideale consumarle insieme a cereali (per esempio, riso, pasta e pane).
Le lenticchie sono un cibo adatto alla prevenzione dell'arteriosclerosi poiché i pochi grassi sono di tipo insaturo. La ricchezza di fibre le rendono molto utili per il funzionamento dell'apparato intestinale e sono inoltre utili per l'abbassamento del colesterolo. Contengono isoflavoni, sostanze che depurano l'organismo.
Sono particolarmente utili per riequilibrare i disturbi dello zucchero ematico.
La quantità di gran parte delle sostanze contenute nelle lenticchie allo stato crudo varia a seconda del metodo di conservazione o cottura del seme. Anche il semplice ammollo causa la perdita di sostanze buone
La zucca
Le proprietà della zucca sono diverse, a cominciare dalla polpa che contiene diversi principi attivi in particolare modo carotenoidi, ma anche mucillagini e sostanze pectiche. Anche i semi hanno la loro importanza perché in essi è possibile trovare fitosteroli, olii grassi, melene e fitolecitina. Inoltre dai semi di zucca freschi pestati si estrae un olio scuro mentre, tostati e salati, vengono serviti come “stuzzichini” insieme all’aperitivo. Essi hanno anche una funzione medicamentosa, infatti sono molto indicati per combattere la tenia echinococco (verme solitario). Questa proprietà deriva dalla cucurbitina (un amminoacido) che “paralizza” letteralmente il verme e ne provoca il distacco dalla parete intestinale. L'uso dei semi come vermifugo è da tempo conosciuto, generalmente ben tollerato e privo di controindicazioni. Ma non è solo questa la loro funzione positiva, infatti i semi della zucca sono anche in grado di alleviare le infiammazioni della pelle e di prevenire le disfunzioni delle vie urinarie. La polpa e il succo della zucca spesso vengono utilizzati come diuretici e gli specialisti consigliano di bere un bicchiere di succo la mattina a digiuno. Da essa inoltre si ricava un estratto che, mischiato al latte, è molto indicato per i disturbi gastrici e le patologie della prostata.
il riso integrale biologico
Il riso integrale biologico è un ottimo alimento per chi soffre di allergie e di intolleranze alimentari perché rinforza la mucosa intestinale e il sistema immunitario, prevenendo le infiammazioni digestive. Tra l’altro, il riso integrale combatte anche il colesterolo ed è utilissimo per chi soffre di colite e fermentazione intestinale. Non ultimo, le fibre contenute nel riso aiutano anche a contrastare la formazione di polipi intestinali.
Per avere un’idea del patrimonio nutritivo che si perde nel consumare il riso bianco raffinato, basta ricordare che la percentuale di sali minerali si abbassa fino al 70% e anche l’amido, le vitamine e le proteine si riducono visibilmente. E la fibra? Sparisce del tutto! Questa è una grave perdita perché la fibra contribuisce a mantenere l’organismo in salute e l’amido pare abbia un ruolo determinante nel prevenire i tumori al colon perché genera, una volta raggiunto il tratto intestinale, delle sostanze antiossidanti capaci di prevenire le neoplasie in questa sede.
la soia
La soia (nome botanico Glicine max) è una pianta erbacea caratterizzata da grappoli di fiori violetti o bianchi e baccelli che contengono semi commestibili ad alto contenuto proteico. E’ una pianta facilmente adattabile a ogni tipo di suolo e ciò l’ha resa un’importante fonte alimentare fin dall’antichità. In Asia è utilizzata come nutriente già da 5000 anni, nel XVIII secolo fu portata in Europa e agli inizi del XIX secolo negli Stati Uniti dove era destinata alla produzione di foraggio. Attualmente le proprietà benefiche e nutrizionali di questo legume, già conosciute dagli antichi cinesi, giapponesi e coreani, hanno dato notevole impulso alla sua coltivazione, facendogli conquistare il terzo posto come prodotto agricolo statunitense, dopo il mais e il grano e diffondendolo rapidamente anche in Europa.
I BENEFICI
Proprio da quelle popolazioni ci arriva un importante messaggio: in Asia ci si ammala meno di patologie cardiovascolari, è minore l’incidenza di neoplasie ormonodipendenti ed osteoporosi ed alcuni sintomi della menopausa non hanno neppure un vocabolo per essere tradotti. Sembra proprio che anche qui il “piccolo fagiolo d’oro” abbia un ruolo legato soprattutto alla presenza di tre piccole molecole: genisteina, daidzeina e gliciteina, note come Isoflavoni o Fitoestrogeni (estrogeni vegetali), che intervengono mimando l’azione degli estrogeni e legandosi ad alcuni loro recettori. L’azione benefica della soia sull’apparato cardiocircolatorio è stata la più studiata e anche la FDA (Food and Drug Administration) consente la divulgazione di queste informazioni sulle confezioni alimentari dei prodotti contenenti proteine di soia. Diverse sono le ipotesi e gli studi sui meccanismi d’azione delle proteine della soia nella prevenzione di tali patologie, ma sembrano comunque puntare l’attenzione sulla sua proprietà ipocolesterolemizzante. Gli isoflavoni aiutano inoltre a regolare il bilanciamento ormonale nelle donne, sono utili nella prevenzione dell’osteoporosi e hanno proprietà antiossidanti, risultando così utili alleati, soprattutto nel periodo menopausale. Durante la menopausa infatti la caduta della produzione degli ormoni naturali della donna fertile provoca effetti negativi; i fitoestrogeni della soia, legandosi ai recettori degli ormoni stessi e mimandone l’azione, tendono a ridurli. In termini pratici possono essere d’aiuto per la salute delle ossa e per la riduzione dei sintomi più fastidiosi della menopausa come le vampate di calore. Secondo alcuni studi, infine, l’integrazione di isoflavoni della soia nella donna diminuisce la probabilità di cancro al seno e, negli uomini, abbassa il rischio di sviluppare il cancro del colon e della prostata.
il caffè
Il caffè è utile nella terapia sintomatica dell'asma perché la caffeina, soprattutto nei pazienti giovani, stimola la dilatazione dei bronchi. Per questo motivo giova anche a chi soffre di febbre da fieno e di riniti allergiche, in quanto riduce l'affaticamento dei muscoli respiratori.
Aiuta a digerire chi soffre di ipocloridria (scarsa produzione di acido cloridrico nello stomaco), grazie all'azione dell'acido clorogenico che eccita la secrezione cloridrica; in questo caso la caffeina non c'entra e infatti, a questo proposito, funziona anche il caffè decaffeinato.
Efficace diuretico, il caffè svolge anche un'azione antistipsi perché stimola la motilità intestinale: l'effetto è quasi immediato, tanto che si esplica nel giro di due o tre minuti dall'assunzione.
Sembra anche che i tannini del caffè possano avere un effetto anticarie, perché contrastano lo sviluppo dei batteri cariogeni. Infine, anche chi vuole dimagrire può farsi "dare una mano" dal caffè, perché stimola la lipolisi epatica, ovvero aumenta la capacità dell'organismo di "bruciare" i grassi dei tessuti adiposi, risparmiando gli zuccheri (glicogeno) che servono per gli improvvisi scatti di energia.
Tutto questo però non deve farci dimenticare che il caffè va considerato come un farmaco e quindi va assunto con moderazione, ricordando anche che la caffeina è più concentrata nel caffè fatto con la "macchinetta", che contiene in media il 20/25% in più di caffeina rispetto all'espresso del bar.
il tè
Il tè possiede molte proprietà benefiche per la salute. Bere tre o quattro tazze di tè leggero e di buona qualità ogni giorno può contribuire a proteggere il nostro fisico e combattere un gran numero di disturbi. Gli esami scientifici hanno dimostrato che contiene un cocktail di ricostituenti ottimi per la salute, come le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6), la vitamina C, molecole antiossidanti come polifenoli e flavonoidi.
Tutti i benefici del tè possono essere riassunti nei seguenti punti:
• Il tè è ricco di potenti antiossidanti che neutralizzano i depositi di grasso nelle arterie, ha quindi la proprietà di ridurre il tasso di colesterolo nel sangue, è un anticoagulante ed abbassa la pressione sanguigna.
• Le sue sostanze polifenoliche (tannini, flavonoidi), con capacità antiossidanti contribuiscono a bloccare il processo di formazione dei radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento cellulare.
• Il tè è privo di calorie, ma è molto ricco di manganese e potassio: il primo è essenziale per la crescita ossea e lo sviluppo del corpo, il secondo aiuta le funzioni cardiache e regola il contenuto di acqua nelle cellule permettendo al corpo di trattenere le corrette quantità di liquidi.
• Bevuto abitualmente dopo i pasti ha effetti benefici sugli organi digestivi, inoltre, dopo un bicchiere di vino o di superalcolico, una o due tazze di tè possono divenire un prezioso tonificante.
• Il tè ha un'azione protettiva nei confronti del fegato, per alcuni estratti che sono in grado di bloccare l'insorgere di depositi di grasso.
• E' consigliato a chi vuole perdere peso, infatti, il suo consumo ha un ruolo fondamentale ai processi brucia calorie accelerando l'ossidazione dei grassi.
• Il tè fa bene ai denti, perchè è una delle poche fonti naturali di fluoro. Questo elemento rafforza lo smalto dei denti, riduce la formazione della placca e migliora la salute del cavo orale in generale.
Il tè verde
Il tè verde, bevanda tanto amata dai cinesi, apprezzato da millenni in Oriente, sta finalmente trovando la sua giusta collocazione nella medicina naturale per la sua azione positiva sulla salute ed il benessere dell’individuo.La sua assunzione regolare ha un effetto curativo, preventivo e di prolungamento della vita: è un toccasana per la circolazione, il cuore, il sistema immunitario e si ipotizzano anche proprietà anticancerogene.
Latte
Il latte è uno degli alimenti più completi e nutrienti è ricco di calcio,vitamina D , di vitamine del gruppo B e A e contiene tutti gli aminoacidi che servono al nostro organismo per rimanere in buona salute.
Un litro di latte intero generalmente contiene 35 gr. di proteine, 37grammi di grassi, 45 grammi di zuccheri e 10 gr. di sali minerali.Il lattosio è lo zucchero del latte (si trova solo in questo alimento) e il grasso ivi contenuto si differenzia da tutti gli altri grassi poiché risulta utilizzabile in modo efficace dall’organismo e facile da digerire.
Differenze tra latte pastorizzato e sterilizzato
Il latte pastorizzato è definito “fresco” e può essere utilizzato fino a 4 giorni dalla data in cui è stato confezionato, a patto però che venga conservato in frigorifero. La pastorizzazione avviene quanto il latte viene sottoposto ad una temperatura compresa tra i 74°C-76,5°C per 16 secondi, e subito dopo raffreddato a 2°C-4°C. La migliore qualità del latte è la confezione che contiene la dicitura “alta qualità” e in questo caso il prodotto contiene 15,5% di sieroproteine non denaturate. Questo tipo di latte è particolarmente “sicuro” e proviene da allevamenti “doc”, inoltre il trattamento al quale viene sottoposto, fa sì che vengano conservate quasi interamente tutte le vitamine e le proteine in esso contenute.
Il latte sterilizzato invece, può essere utilizzato fino a 90 giorni dalla data di confezionamento, naturalmente chiusa e a temperatura ambiente: una volta aperto, deve essere consumato entro 3 o 4 giorni. La sterilizzazione consiste nel riscaldare il latte a 115-135°C per 15-20 minuti e poi raffreddarlo; dopo questo trattamento il latte può quindi essere conservato per lunghi periodi anche se perde gran parte delle vitamine e proteine.
L’importanza dei fermenti lattici
I fermenti lattici, che si trovano nel latte, nei formaggi e nello yogurt, contengono acido lattico, sostanza particolarmente benefica per il nostro organismo. Numerose le sue proprietà: i fermenti lattici favoriscono processi vitali indispensabili per lo sviluppo fisiologico, riordinano la flora batterica intestinale, ostacolando lo sviluppo di molti dannosi microrganismi, prevengono le infezioni intestinali, favoriscono la ricostituzione di una adeguata flora batterica dopo particolari cure assunzioni di antibiotici, migliorano la digestione e il funzionamento dell’intestino, rafforzano le difese immunitarie, producendo immunoglobine, contrastano l'avvelenamento da cibo. Spesso il nostro organismo ha bisogno di riequilibrare la flora batterica intestinale, ma spesso con l’alimentazione quotidiana non ci riusciamo e in questo caso quindi diventa molto efficace il ricorso e l’utilizzo dei fermenti lattici i quali, possiedono anche un alcalinizzante. Infine una importante accortezza: evitare di associare insieme all’assunzione di fermenti lattici, i cibi proteici e quelli dolci: in questo caso i fermenti potrebbero perdere il loro potere.
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uova
elevato è il potere nutrizionale, in particolare dell'alto contenuto in lecitina e metionina, due principi nutritivi essenziali per l'organismo umano.
Agendo come emulsionante dei grassi e degli oli, la lecitina ne promuove la digestione, disperdendoli nel lume intestinale sotto forma di minuscole goccioline facilmente attaccabili dagli enzimi digestivi. La lecitina, inoltre, promuove la funzione epatica e contribuisce a prevenire la formazione delle placche aterosclerotiche e quella dei calcoli renali.
Anche la metionina è un nutriente essenziale: partecipa alla sintesi degli acidi nucleici (DNA e RNA) nelle cellule, ha potente azione antiossidante, promuove la funzione della colecisti e contribuisce alla rimozione dei metalli pesanti e degli eccessi di istamina dall'organismo.
Ma le uova non contengono solo metionina e lecitina. Sono anche fonti preziosissime di vitamine A e D, proteine ad elevatissimo valore biologico (cioè contenenti tutti gli aminoacidi essenziali) e carboidrati.
Il problema legato al loro elevato contenuto in colesterolo non è reale. Da anni ormai è stato riconosciuto che i livelli di colesterolo ematico non aumentano "mangiando" colesterolo, ma piuttosto altri tipi di grassi (trigliceridi), carboidrati raffinati e zuccheri. Al contrario le uova, a differenza di quanto molti pensano, possono contribuire ad abbassare il colesterolo (se consumate con moderazione), grazie al loro elevato contenuto in lecitina ad azione ipocolesterolemizzante.
Per quanto riguarda la possibile contaminazione da parte di antibiotici, tossine e contaminanti ambientali vari, virus e batteri, il modo migliore per evitarla è scegliere uova fresche, sane, di alta qualità, provenienti da allevamenti certificati e controllati. Riconoscere un uovo sano non è comunque difficile: il guscio deve essere duro, il turlo di colore arancio carico e l'albume formato da due parti, una centrale più viscosa, a ridosso del tuorlo, ed una periferica, più sottile e di consistenza più fluida.
L'uovo, come il latte, è un alimento completo per eccellenza, utile non solo alla crescita ed al mantenimento dei tessuti, ma anche alla prevenzione di diverse carenze nutrizionali ed al benessere dell'organismo.
Formaggi
I formaggi vantano un valore nutritivo elevatissimo, tanto che possono essere definiti come un vero e proprio concentrato (a densità maggiore o minore a seconda del contenuto in acqua) delle qualità nutritive del latte (con la sola eccezione del lattosio e di una parte di proteine rimaste nel siero).
Se a questo si aggiungono le loro caratteristiche favorevoli di conservabilità, di ridotto volume e di facile trasportabilità, si completa il quadro di un alimento eccellente sia sotto il profilo del gusto che sotto quello dei pregi nutrizionali.
Un alimento che si presta straordinariamente a fungere da correttivo delle carenze di certe diete povere o sbilanciate e incomplete (come sono, ad esempio, le diete vegetariane estreme) e da integratore, particolarmente nella alimentazione dei bambini e delle persone anziane.
Energia
I formaggi sono ricchi di energia (sono un vero alimento, non un condimento o un complemento al pasto!) e sono un concentrato proteico di alta qualità (fino a dieci volte i valori del latte di partenza): 150 grammi di formaggio bastano a coprire il fabbisogno proteico di un adulto.
Inoltre, la qualità di queste proteine è adattissima, per la sua particolare ricchezza in alcuni aminoacidi essenziali, a compensare le carenze delle proteine vegetali presenti nella dieta.
Il maggior contributo al valore energetico dei formaggi è dato dai grassi, presenti in quantità diverse a seconda della varietà, mentre il colesterolo è presente nei formaggi in misura variabile dai 60 ai 100 milligrammi ogni 100 grammi (per una assunzione massima giornaliera suggerita di 300 milligrammi).
I grassi, o lipidi, non sono solo fonte d’energia. Sono presenti nell’organismo umano per assolvere ad altre funzioni fondamentali: sono componenti fondamentali delle membrane cellulari, trasportano le vitamine liposolubili, sono precursori di composti indispensabili come gli ormoni.
I grassi presenti nei formaggi, come in tutti gli alimenti di origine animale, sono principalmente saturi; comunque la qualità degli acidi grassi di piccole dimensioni presenti nei formaggi li rende facilmente digeribili e utilizzabili da parte dell'organismo.
La ricchezza nutritiva dei formaggi ne condiziona talvolta il consumo. Tuttavia, il grande assortimento che offre il mercato italiano dei formaggi consente delle scelte mirate e per chiunque, quindi, esiste la possibilità di scegliere la qualità e la quantità di un formaggio in modo da rispettare nella propria dieta il tetto giornaliero consigliato di grassi, di acidi grassi saturi e di colesterolo.
parmiggiano reggiano e grana padano
il parmigiano reggiano e il grana padano sono alimenti "digestione facilitata"; contengono infatti il 7,5% di aminoacidi liberi che possono essere assimilati ed assorbiti dall’organismo senza alcun processo di digestione. Stimolano inoltre la produzione gastrica facilitando la digestione anche degli atri cibi. Per questo è utile e corretto mangiarne scaglie di come antipasto o a fine pasto. 100 grammi vengono digeriti in 45 minuti (contro, ad esempio, le circa 4 ore necessarie per una identica quantità di carne).
l’elevato apporto proteico (il contenuto di proteine è circa del 35%) un contributo importante alla dieta, inoltre la loro qualità è simile a quella delle proteine vegetali.
Le vitamine- il latte e il formaggio non costituiscono nella nostra razione alimentare alimenti capaci di soddisfare il bisogno vitaminico giornaliero. Tuttavia 100 grammi riescono a coprire circa il 40% del fabbisogno giornaliero di vitamina A ed il 20% di quello di vitamina B2, mentre forniscono una quantità di vitamina B12 ben superiore alle esigenze fisiologiche. In generale il contenuto vitaminico è mediamente piu’ elevato, soprattutto per quanto riguarda il beta-carotene, le vitamine A, B2,B6,B12, rispetto a quello degli altri formaggi. Queste vitamine sono importanti sia per la crescita, sia per un’azione protettiva e antitossica favorendo la formazione di anticorpi e di difese da inquinanti, sempre più presenti nell’ambiente.
È ottimo componente nella dieta quotidiana dei bambini fin dai primi mesi di vita, è altrettanto prezioso nell’alimentazione delle donne in attesa come degli anziani per i minerali che contiene, indispensabili per la salute di ossa, muscoli, cellule e, non ultime, per le persone di mezza età che amano tenersi in forma.
All’organismo umano fornisce notevoli apporti anche in rame e zinco, ritenuti utili a rallentare l’invecchiamento
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pecorino
"Pecorino, il gusto che piacerà al tuo cuore". In sintesi è quanto hanno rivelato al The Times Center dai ricercatori americani e italiani che hanno condotto uno studio a lungo termine attraverso cui hanno potuto accertare che il pecorino contiene sostanze altamente benefiche per la salute dell'uomo.
I ricercatori hanno scoperto che piccole quantità di pecorino aiutano a proteggere contro l'arteriosclerosi, inoltre questo formaggio contiene proprietà anti-infiammatorie e anti-tumorali, un alto livello di Omega-3 e di Cla (un acido grasso che ha importanti effetti anti-cancerogenici) d'aiuto in particolare nelle patologie cardiovascolari.
I risultati dello studio condotto dalle università di Sassari e Cagliari in concerto con un team di medici americani sono stati presentati dalla docente e ricercatrice primaria Anna Nudda dell'Università di Sassari, dal docente di Lactation Biology della University of Idaho e da Salvatore Meloni direttore generale del Consorzio Latte della Sardegna.
"Noi popoli mediterranei siamo guidati nelle nostre scelte alimentari dalle tradizioni, gli americani invece dispongono di una estrema quantità di alimenti da scegliere, per cui il rischio di sbagliare è grosso ed ecco la dimostrazione della sindrome metabulica, la velocità con cui sta crescendo l'obesità" spiega Giuseppe Pulina, docente presso il Dipartimento di Scienze Zootecniche dell'Università di Sassari ad America Oggi.

Il pecorino in generale, che sia sardo,romano,umbro-marchiggiano,calabrese,siciliano, toscano insomma è un concentrato di sostanze benefiche per la salute. 
"Il segreto - sostiene Pulina - è il verde, l'uomo deve alimentarsi degli animali che consumano erba perché sei milioni di anni di evoluzione dell'uomo hanno portato la nostra macchina a costruirci in questo modo, a mangiare verde".
Si tratta, spega il docente, di studi non sponsorizzati o finanziati dall'industria del settore, bensì dallo stato e resi quindi pubblici.
Una decina d'anni fa era stato appurato che il latte di pecora contiene più Cla rispetto a quello di altre specie e da lì era partito lo studio.
"Abbiamo appurato che c'era un alto livello di Cla nel pecorino e il ministero dell'Università e della Ricerca scientifica ha finanziato questo grosso progetto dove c'erano unità operative da ogni parte d'Italia" ha riferito la ricercatrice Nudda. Quello di pecora è insomma un superlatte, stando alla docente, la quale ha precisato che non si tratta solo di Cla.
"Intanto - sostiene Nudda - il latte di pecora ha molti più benefici, ha una quantità di calcio che è doppia rispetto al latte di vacca e il pecorino è senza dubbio molto salutare".
La ricercatrice dell'Università di Sassari assicura che basta dare un'occhiata alle statistiche della popolazione centenaria sarda "è tutta gente - osserva - che è cresciuta a pecorino e vino rosso che contiene potenti anti-ossidanti. E per non smentire la tradizione salutare anche per me lo snack del pomeriggio significa pecorino e pane".
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Carne
La carne è certamente un alimento insostituibile in una dieta equilibrata, grazie alla ricchezza di proteine e minerali che essa apporta, oltre alla caratteristica capacità di saziare.
Le proteine contenute nella carne sono molto simili a quelle presenti nell'organismo umano, quindi facilmente assimilabili: vengono infatti utilizzate dal nostro corpo in maniera ottimale. Hanno inoltre un alto valore biologico, poichè contengono aminoacidi essenziali, indispensabili per il mantenimento e la costruzione dei tessuti umani.
Costituita da tessuti connettivi e muscolari, la carne contiene dal 50% a circa l'80% di acqua, ma i valori nutrizionali sono fortemente variabili, a seconda del tipo di carne, del sesso, della razza e del tipo di allevamento dell'animale.
La qualità e quantità deve variare in base all’età e alle esigenze personali.
IL PESCE
Le proteine del pesce sono ad alto valore biologico e sono ricche soprattutto in metionina e lisina ; la variabilità del loro contenuto è dovuta, oltre che alla presenza di acqua, soprattutto alla componente lipidica. Proprio quest'ultima consente una ulteriore distinzione dei pesci in tre classi:
• magri (acciuga, luccio, merluzzo, orata, palombo, rombo, sogliola, spigola), tenore in grassi inferiore al 3%;
• semigrassi (carpa, cefalo, dentice, sardina, triglia, trota), tenore in grassi compreso fra il 3 e l' 8%;
• grassi (anguilla, salmone, sgombro, tonno), tenore in grassi superiore all'8%.
IL PESCE AZZURRO
Il pesce azzurro è molto apprezzato i per le qualità nutrizionali delle carni. Ha carni generalmente molto digeribili con prevalenza di grassi insaturi- in particolare del tipo omega 3.(grassi simili a quelli vegetali) importanti per lo sviluppo cerebrale e protettori per cuore e arterie.
Anche per questo il consumo di pesce azzurro è consigliato nelle diete nelle quali sono da evitare i grassi saturi presenti in altre specie animali. Essendo, inoltre, un alimento ricco di calcio (350mg per 100g di alimento) è consigliato per combattere i processi di decalcficazione ossea
Miele
Alle già ben note qualità energetiche, il miele è anche una validissima arma per prevenire e combattere alcune malattie . Il miele, assunto quotidianamente, svolge un delicato effetto protettivo.
Va consigliato di utilizzare questo prodotto come dolcificante, ogni qualvolta si usa lo zucchero. Questo potrebbe contribuire ad apportare una quantità significativa di composti fenolici dietetici.I composti fenolici sono residui chimici che inibiscono l’ossidazione. Più alto è il loro contenuto nei cibi più essi tendono a generare elevati livelli di antiossidanti.
Vi sono vari tipi di miele, dal più scuro al più chiaro: grano saraceno, bacca hawaiana, tupelo, soia, trifoglio, fireweed ed acacia e altri.
“Il più ricco di antiossidanti " e' il miele scuro.
Il pomodoro
Il pomodoro contiene molte vitamine, sali minerali e antiossidanti: Il licopene-un forte antiossidante naturale- il quale ha dimostrato di possedere delle virtù terapeutiche nella prevenzione e nella cura di alcuni tipi di tumore, in particolare quello della prostata.
Uno studio ha infatti dimostrato che il licopene è in grado di ridurre la proliferazione di cellule tumorali e i livelli di PSA.
le arance
Le arance sono un'ottima fonte di vitamine, soprattutto la C e la A, seguite da buona parte delle vitamine del gruppo B (in particolare Tiamina, Riboflavina e Niacina).
Il consumo quotidiano di 2 o 3 arance consente di coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina C. Grazie al noto ruolo della vitamina C nel contribuire all’efficienza del sistema immunitario, un adeguato consumo di arance nei mesi invernali può essere un ottimo coadiuvante nella prevenzione degli episodi delle malattie da raffreddamento, che colpiscono tipicamente le prime vie aeree. Le arance sono caratterizzate inoltre da in elevato contenuto in bioflavonoidi, sostanze che, assieme alla vitamina C, ricoprono un importante ruolo nella ricostituzione del collagene del tessuto connettivo. Per tale ragione le arance possono favorire il rafforzamento di ossa, denti, cartilagini, tendini e legamenti.
Anche il connettivo delle pareti dei vasi sanguigni, soprattutto dei capillari, trae beneficio dall’associazione fra i bioflavonoidi e la vitamina C contenuta nelle arance. Ciò si traduce in una riduzione della fragilità capillare e della formazione di edemi. Il consumo di arance può quindi essere importante per combattere alcune patologie causate da difficoltà circolatorie come la cellulite, le vene varicose e le emorroidi. In particolare l'arancia a polpa rossa è ricca di antocianine, caratterizzate da un potente effetto nei confronti della fragilità capillare ed un elevato valore nel trattamento degli stati infiammatori. La vitamina C contenuta nelle arance presenta inoltre proprietà antianemiche, in quanto in grado di favorire l'assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi.
I fumatori sono una categoria di persone che può trarre un particolare beneficio dall’assunzione della vitamina C e degli antiossidanti contenuti nelle arance.
L’agrume è anche particolarmente ricco di terpeni che, assunti regolarmente in una dieta ricca di frutta e verdura, si rivelano efficaci nella prevenzione dei tumori del colon, del retto e della mammella. Tra i terpeni una particolare menzione merita il limonene, contenuto nella buccia delle arance, dei limoni e dei pompelmi che, grazie la sua capacità di contrastare gli effetti degli estrogeni, sembra efficace nel proteggere dal cancro alla mammella.
Il callo bianco sotto la buccia dell’arancio contiene inoltre una discreta quantità di fibra alimentare solubile, efficace nella regolazione dell'assorbimento degli zuccheri, dei grassi e delle proteine.
È risaputo come la quotidiana assunzione di una sufficiente quantità di fibre alimentari sia funzionale nel prevenire il diabete e l'arteriosclerosi, e favorisca il transito intestinale, riducendo i fenomeni putrefattivi.
Il discreto contenuto di vitamine del gruppo B stimola l'appetito, l'accrescimento e la digestione, mentre i caroteni precursori della vitamina A sono utili per il sistema visivo, per la salute della cute, e nella prevenzione di infezioni di varia natura.
Le arance, in virtù delle sostanze benefiche in esse contenute, sono dunque caratterizzate da innumerevoli proprietà che spaziano da quelle antiossidanti ed antinvecchiamento, a quelle anticancerogene. Come tutta la frutta acidula le arance sono inoltre utili nel favorire i processi digestivi. L'infuso della scorza gode infatti di proprietà aperitive e digestive. Un decotto ottenuto da una o due scorzette di arancia in 100ml di acqua aiuta infatti a combattere la cattiva digestione e diminuisce i dolori di stomaco.
L’arancia amara, che si differenzia da quella dolce per una serie di caratteristiche, fra le quali spicca il particolare gusto amaro della polpa, è largamente utilizzata nell’industria alimentare e farmaceutica. Il frutto intero è utilizzato per preparare marmellate e frutta candita, mentre la buccia viene impiegata in liquoreria (curaçao, amari). L'industria farmaceutica utilizza soprattutto la buccia per la preparazione di vari digestivi e tonici. La scorza dell’arancio amaro, per il suo elevato contenuto di sinefrina, sostanza ad attività simile all’adrenalina, è inoltre utilizzata nell’industria degli integratori alimentari, nella produzione dei cosiddetti “termogenici”, utilizzati per il dimagrimento. In virtù delle molteplici proprietà benefiche delle arance, unite alla loro elevata digeribilità e al loro modesto apporto calorico, il loro consumo dovrebbe essere largamente promosso nell’ottica di una sana alimentazione. Possono essere assunte a colazione, negli spuntini, ed anche in associazione a piatti a base di carne (per l’assorbimento del ferro) e pesce.
il limone
Il limone è un ottimo antisettico e battericida, ma non solo: è anche un valido aiuto per chi ha poche difese immunitarie in quanto è in grado di “aumentare” la produzione dei globuli bianchi, è anche rinfrescante, disintossicante, e calmante. È anche ottimo contro i dolori reumatici e funge bene da “scudo”, contro la pressione alta. È particolarmente indicato anche per coloro che soffrono di anemia ed è un buon stimolatore gastro-epatico-pancreatico. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente. Alcuni recenti studi americani hanno evidenziato che il limone, se assunto regolarmente e nelle dosi giuste, potrebbe svolgere anche un'azione preventiva contro il tumore dell'intestino, dello stomaco e del pancreas.
il mirtillo
Il mirtillo nero, in particolare, è quello a cui vengono riconosciute il maggior numero di proprietà benefiche per l'organismo umano; il suo colore è dovuto alla presenza di antociani, che sono dei pigmenti blu aventi diverse funzioni nella pianta, tra cui quella di difenderla dai radicali liberi e dai raggi ultravioletti. Le sostanze principali che troviamo in questo piccolo frutto sono costituite da zuccheri, diversi tipi di acidi tra cui l'acido citrico e l'acido idrocinnamico. Inoltre, il mirtillo nero, contiene la vitamina B9, i tannini e in grande quantità sono presenti le antocianine che rendono i tessuti capillari più forti ed elastici. L'acido ossalico è quello che conferisce il tipico sapore asprigno del mirtillo
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le noci
Le noci, un frutto molto energetico, ricco di ferro, calcio, magnesio, potassio, fluoro, rame, zinco e fosforo è sempre stato usato, sin dai tempi più antichi, per le sue proprietà benefiche. Oggi, consigliato dalla gran parte degli specialisti, viene assunto per combattere lo stress, la fatica e la stanchezza, ma anche per curare e prevenire diverse patologie, grazie alle sue molteplici proprietà.
Proprietà delle noci
Le noci hanno proprietà:
- antinfiammatorie:
- diuretiche;
- ipoglicemizzanti;
- astringenti;
- digestive;
- antisettiche;
- cicatrizzanti.
Con l’assunzione delle noci è possibile abbassare il tasso di colesterolo nel sangue.
Inoltre, grazie al loro elevato contenuto di acido alfa-linoleico (ALA), un acido grasso omega-3 di origine vegetale, si hanno effetti anti-aterosclerosi.
Altri benefici apportati dalle noci al nostro organismo provengono dalla vitamina E, dotata di un’interessante azione antiossidante, in grado cioè di controllare gli effetti sfavorevoli dei temuti “radicali liberi”; dall’acido folico, che permette di controllare la concentrazione nel sangue di uno dei nuovi fattori di rischio coronarico, e cioè l’omocisteina.
Per tutti coloro che svolgono un’attività sportiva, mangiare le noci è fondamentale, perchè esse fungono da “carburante”, essenziale per lo sforzo fisico. Inoltre esse contengono l’arginina, utile a dilatare i vasi sanguigni, che portano il sangue ricco di sostanze energetiche e di ossigeno ai muscoli, migliorandone così la prestazione fisica
Le noci hanno un apporto calorico di circa 650 kcalorie per ogni 100 grammi.
il cioccolato fondene
Il cioccolato fondente, con un'alta percentuale di cacao, è amico del cuore e dei vasi sanguigni: in piccole quantità aiuta a mantenere in buona salute le arterie con un effetto benefico sulle loro pareti interne. Tiene sotto controllo la pressione, riduce il pericolo di trombosi, rivitalizza le pareti dei vasi sanguigni, aumenta il flusso di sangue a pelle e cervello, aiuta il Dna a esprimersi al meglio... Tutto merito dei polifenoli antiossidanti, che “assorbono” i radicali liberi responsabili dell'invecchiamento e promettono una vita più lunga e più sana.
Il sale
L’Italia produce ottimi sali marini integrali, ma difficilmente li trovate nella grande distribuzione. Importiamo sale grezzo anche dall’estero, soprattutto dalla Francia. Il mare di provenienza può condizionare la composizione di minerali.
Il sale marino grezzo si colloca perfettamente in una dieta naturale, nel senso di consumare alimenti il più vicino possibile a come Madre Natura li ha creati. L’apporto di sodio (Na) sarà bilanciato dagli altri minerali, cosa che non succede utilizzando il sale raffinato. Un po’ di sale per insaporire le pietanze fa quindi bene, l’importante è non esagerare. Il regolare consumo di ortaggi e di frutta ma anche di alcune carni e pesci garantirà il potassio (K) necessario per ottenere un buon rapporto K:Na che dovrebbe essere superiore a 5:1.
Se oggi l’uomo moderno assume troppo sale (circa 10-15 g al giorno), non è a causa di quello che aggiunge alle insalate, sulla carne o nelle minestre, ma quello che assume in modo occulto dai cibi preparati dall’industria alimentare (cibi pronti per essere cotti, scatolame, salse, patatine, prodotti da forno, ecc.), che è sempre sale raffinato e quindi "sbilanciato". Questo porta ad un consumo di sodio che può essere il doppio del potassio.
IL BASILICO
Il basilico è conosciuto in occidente fin dai tempi dei tempi ma le sue origini sono indiane. Oggi questa piantina aromatica è coltivata ovunque, sia in vaso che nei campi o sui balconi, dato il suo intenso profumo e aroma, il suo largo impiego nella cucina mediterranea e le sue altrettanto importanti proprietà curative. In tempi antichi si pensava che la pianta avesse il potere di respingere i serpenti, inoltre si credeva che fosse utile per curare l'infermità mentale, l'itterizia e la lebbra. Tutt'oggi la medicina indiana considera il basilico un ottimo depurativo a livello sia fisico che mentale e emotivo.
il prezzemolo
Il Prezzemolo contiene vitamine A, B e C (di quest’ultima è ricco quattro volte più del cavolo e due volte più del crescione),sali minera liquali ferro, fosforo, calcio magnesio, clorofilla.
Le benefiche proprieta’ terapeutiche del Prezzemolo sono molteplici. Una
delle azioni piu’ significative e’ quella di diuretico ed eliminatore dell’urea.
Inoltre, facilita la funzionalita’ digestiva; le foglie masticate crude rinfrescano
l’alito e favoriscono la salute della pelle; puo’ essere usato come cataplasma
antisettico nelle slogature, ferite e morsicature di insetti.; e’ tonico;
leggermente lassativo; regolatore delle mestruazioni; stimolatore della funzione
epatica; Il prezzemolo e’ tra i cosiddetti “odori”, uno
dei piu’ conosciuti e consumati abitualmente. Ottimo nei brodi e nelle minestre,
nel pesce sia bollito che arrosto, tritato finemente con uno spicchio di
aglio per condire con piu’ sapore le patate patate lessate; in piatti a base
di uova; da aggiungere alla maionese e nella preparazione di svariate salse,
tra cui la saporitissima “salsa verde”, ottima per accompagnare
bolliti misti. Ricordatevi che il prezzemolo va sempre aggiunto crudo, a
fine cottura, al fine di mantenere inalterato il suo squisito aroma.
IL PEPERONCINO
Fra le sostanze del piccante alimento c'è la capsaicina che avrebbe effetti antipertensivi e non solo.
L'azione antisclerotica del peperoncino è stata osservata da moltissimi anni e anche recenti studi , confermano che la capsiacina, il principio attivo del peperoncino, abbia sul sangue una azione fibrinolitica e anche anestetizzante sul corpo. inoltre è una pianta "miracolosa", dispensatrice di vitamina c e potassio dalle proprietà antibatteriche e antiossidanti.
Secondo la letteratura scientifica la capsaicina, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di piccante prodotta dai peperoncini, sarebbe in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata a innescare il processo di apoptosi, ossia un particolare programma di autodistruzione presente nelle cellule. La scoperta è riportata sul Cancer Research.
l'aglio
L’aglio è un bulbo utilizzato fin dall’antichità, sia in cucina come condimento per le pietanze e sia per le sue proprietà medicamentose. Il suo apporto nutritivo non è significativo, soprattutto perché di solito viene consumato in piccole quantità, mentre il suo tipico profumo è dovuto alla presenza dell’alliina, contenuta nelle sue cellule che, combinandosi dopo il taglio del bulbo con un enzima, si trasforma in allicina, la sostanza che appunto provoca l’odore.
Molti sono gli usi medicinali attribuiti all’aglio, anche se va detto che essi perdono di efficacia se il bulbo viene cotto o fritto. Si stima, a tal proposito, che l’aglio cotto perda fino al 90% delle sue proprietà salutari. Nonostante sia facile pensare che esso sia un alimento pesante in quanto difficile da digerire, in realtà l’aglio vanta delle proprietà depurative in grado di aiutare l’organismo a liberarsi delle tossine.
L’aglio è un ottimo amico del cuore: normalizza il battito cardiaco, rende il sangue più fluido, abbassa la pressione sanguigna, riduce il colesterolo e aiuta a prevenire disturbi quali l’aterosclerosi e l’ipertensione. Sembra che il bulbo sia anche utile a contrastare i tumori, dato che alcuni ricercatori hanno osservato che le sostanze estratte dall’aglio sono in grado di ostacolare la formazione di molecole dall’attività cancerogena.
All’aglio è attribuita anche la proprietà di rafforzare il sistema immunitario, prevenendo raffreddori, influenza, bronchite e tubercolosi; questo per mezzo delle sue proprietà antisettiche e antiparassite, che aiutano a combattere un buon numero di funghi, batteri e virus. Grazie alla presenza di fosforo e zolfo, l’odoroso bulbo vanta anche un’azione sedativa e calmante, mentre altri studi dimostrano che l’aglio incrementa leggermente il livello di serotonina nel cervello, aiutando così l’organismo a combattere stress e depressione.
Vale però la pena di sottolineare che l’aglio crudo non è sempre adatto a tutti: infatti il consumo di più di uno spicchio al giorno può causare irritazioni alle pareti intestinali, mentre un consumo prolungato nel tempo può danneggiare le cellule ematiche e provocare anemia. Tuttavia, nei negozi di alimenti naturali, è possibile trovare diversi prodotti a base di aglio crudo – sotto forma di pillole, capsule, sciroppi e tinture – privi delle sostanze chimiche irritanti ma in grado di conservare quelle benefiche.
la cipolla
La Cipolla è una pianta erbacea e bulbosa della famiglia delle Alliaceae (dal nome latino: Allium cepa) molto utilizzata in cucina in tutto il mondo. Esistono diverse qualità di cipolle, alcune ricchissime di antiossidanti. Come l’aglio, anche la cipolla ha moltissime proprietà benefiche per la salute. La reputazione dei benefici della cipolla si perde nella notte dei tempi. Nell’antica Mesopotamia aveva la fama di curare tutto e gli studi più recenti confermano una vasta gamma di proprietà preventive e curative.
Cipolla: Proprietà Nutrizionali
100 g di cipolla fresca contengono:
•Calorie: 40 kcal
•Acqua (90%)
•Carboidrati (6%)
•Grassi (0,2%)
•Proteine (1%)
•Fibre Alimentari (2%)
•Sali Minerali e Oligoelementi: boro, calcio, cloro, cromo, cobalto, rame, ferro, fluoro, iodio, magnesio, manganese, molibdeno, nichel, fosforo, potassio, selenio, sodio, zolfo, zinco
•Vitamine: B1, B2, B3 (PP), B5, B6, B9, D, E, provitamina A
•Altre sostanze importanti: un olio essenziale simile a quello dell’aglio, vari enzimi, acido citrico, acido fosforico e acido acetico e Flavonoidi
La cipolla è un ottimo stimolante dell’apparato digerente (compresi fegato e pancreas), un buon regolatore intestinale e un potente diuretico.
Recenti studi hanno confermato le notevoli virtù di quest’ortaggio. La cipolla ha una forte azione antiossidante e ha una grande varietà di agenti protettivi contro il cancro. La cipolla è particolarmente ricca di Quercetina, un Flavonoide molto efficace nel prevenire i tumori del tratto digerente. Uno studio condotto nei Paese Bassi ha dimostrato che mangiando una cipolla al giorno veniva drasticamente ridotto il rischio di contrarre un tumore allo stomaco. I ricercatori ritengono che la cipolla sia in grado di bloccare le cellule tumorali ma anche di distruggere i batteri nocivi che possono essere la causa del tumore allo stomaco. Infatti, la cipolla è un potente antibatterico naturale in grado di proteggerci e di stimolare le difese immunitarie.
La Cipolla trova utilizzo anche per trattare patologie delle vie respiratorie. Le sostanze sulfuree (sostanze sono così chiamati perché contengono uno o più atomi di zolfo nella loro struttura chimica) di cui è composta la cipolla riescono ad inibire la reazione allergica infiammatoria comune per esempio nell’asma.
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il cavolo
Il cavolo era noto già nell'antichità. Per i greci era sacro, mentre i romani lo utilizzavano sia in cucina sia per la cura di varie malattie. In seguito, in Italia, il consumo alimentare del cavolo riprese attorno al Seicento. Si deve anche ricordare che questo ortaggio ha costituito per molti secoli uno degli alimenti principali degli equipaggi delle navi, per rinforzare il regime alimentare durante i lunghi viaggi in mare. Attualmente la sua coltivazione è diffusa in tutto il mondo; i maggiori produttori sono India, Cina, Francia e Italia (principalmente in Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia).
Il cavolo in cucina - Un consiglio preliminare riguarda l'acquisto: è importante che le foglie siano fresche, non ingiallite né avvizzite. Possono essere consumati sia crudi sia cotti, ma in quest'ultimo caso viene ridotta la quantità di vitamina C, piuttosto alta, contenuta nel cavolo. Una preparazione particolare di questo ortaggio consiste nella lavorazione delle foglie, con cui si ottiene il cosiddetto "cavolo acido" (i crauti), molto popolare nei paesi dell'Europa del nord. Uno dei problemi legati alla preparazione del cavolo è legato all'odore caratteristico che si produce durante la cottura, causato dall'alto contenuto di zolfo (risolvibile ricorrendo alla pentola a pressione, oppure aggiungendo aceto o limone nell'acqua di cottura).
Le varietà - Vi sono numerose varietà di cavoli, che presentano poche differenze fra loro per quanto riguarda l'aspetto nutrizionale:
Cavolfiore: è ricco di sali minerali, vitamina B e aminoacidi. Ha fiori bianchi molto gustosi, che sono la parte commestibile; le foglie non si mangiano. Fra i più diffusi ricordiamo il Gigante di Napoli, il Pisano tardivo, il Tardivo di Fano.
Cavolo broccolo: simile al cavolfiore, presenta infiorescenze verdi o verdi violette. Contiene una buona quantità di proteine, vitamine e sali minerali.
Cavolino di Bruxelles: è originario del Belgio, di piccole dimensioni e colore verde chiaro. Ricco di sali minerali, carboidrati e proteine. Fra le varietà più diffuse vi sono la Frigostar, la Lunet, la Sigmund.
Cavolo cappuccio verde o rosso: è di origine molto antica ed è diffuso soprattutto nell'Italia meridionale. Presenta foglie verde pallido o rosso scuro, unite assieme a formare una palla. Tra le varietà nostrane ricordiamo il Cuore di bue, il Precoce di Napoli, la Testa di negro.
Cavolo verza: questo cavolo viene coltivato soprattutto nell'Italia centrosettentrionale ed è di origine molto antica. Ha foglie rugose verde scuro all'esterno e verde chiaro all'interno (viene anche detto cavolo di Milano).
INFO AL. (cavolfiore) - Proteine: 1,98; grassi: 0,10; carboidrati per differenza: 5,30 (fibre: 2,5); ceneri: 0,71; acqua: 91,91; colesterolo: 0; sodio: 30; calorie: 25.
il broccolo
I broccoli sono alimenti utili contro il cancro. Tuttavia, se tale verdura viene trattata con la cottura corretta ed accoppiata ad altri alimenti, vede aumentare l'effetto anticancerogeno.
In primis, il metodo di preparazione. Durante la cottura, i broccoli devono essere scaldati, ma non in maniera eccessiva: agendo così il sulforafano diventa disponibile senza deteriorarsi.
il sulforafano ha il massimo effetto quando viene scaldato per 10 minuti a 60 gradi. Ai consumatori, che non possono certo cuocere i cibi ad una temperatura così bassa, suggeriamo di cuocerli a vapore ma solo per 3 o 4 minuti".
il finocchio
Il Finocchio ha tanta fibra e contiene pochissime calorie (9 per etto, siamo al record assoluto o quasi). Ideale per le diete dimagranti e per pulire naturalmente i denti a fine pasto.-la sua consistenza dura e filamentosa permette la riduzione della placca dentale-(vedi in il corpo “la nostra bocca un tesoro da difendere”)
Gli asparagi
Quest' ortaggio vanta tantissime proprietà benefiche per il nostro corpo: ricco di fibra, vitamine e sali minerali. Pur avendo uno scarso apporto calorico, stimola l'appetito e ha proprietà depurative e diuretiche. Aiuta il nostro corpo a liberarsi di liquidi che ristagnano nei tessuti.
Oltre ad avere proprietà depurative sono anche ricchi di acido urico, per cui è sconsigliato l'uso a chi soffre di cistite, gotta e infiammazioni ai reni. Per finire hanno un alto contenuto di calcio, fosforo e potassio.
fagiolini
I fagiolinii sono i baccelli giovani del fagiolo, ma hanno proprietà molto diverse dai legumi, che li rende assimilabili ad un ortaggio: contengono infatti poche calorie (17 kcal per 100 g), dunque pochi carboidrati e poche proteine, al contrario dei fagioli che di calorie ne hanno il quadruplo.
Questa caratteristica è dovuta al fatto che la raccolta del baccello viene effettuata quando ancora il fagiolo all'interno è in fase di maturazione e non ha ancora accumulato tutte le sostanze di riserva, necessarie al momento della germinazione.
Il Vino e Uva
Le azioni terapeutiche del vino sono note dalla notte dei tempi,sia nella cultura asiatica che europea. In questi ultimi tempi le ricerche su base biochimica e molecolare hanno consentito di individuare il meccanismo d’azione delle sostanze contenute nel vino favorevolmente attive come antiossidanti.
Una serie di ricerche cliniche ha dimostrato maggiore efficacia del vino rispetto ad altri alcoolici (birra,whisky), nella protezione dalle malattie cardiovascolari.
E’ da rilevare che nella comunità europea si tende a sminuire l’effetto benefico del vino rispetto ad altri alcoolici, teoria questa rappresentata anche nella stampa italiana.
L’impiego di modeste quantità di vino, in particolare vino rosso, riduce l’incidenza della degenerazione maculare, causa di cecità. Sulla cute, è nota l’azione benefica sull’eczema.
Sono stati fatti studi sulla longevità in Sardegna e sull’uso di un vino con alto contenuto in polifenoli.
Il reveratrolo è una fitoalexina naturale presente nella buccia dell’uva, negli acini e naturalmente nel vino. Il vino rosso contiene un’elevata concentrazione di composti fenolici e tra questi i flavonoidi, come la quercitina, con proprietà antiossidanti 90 volte superiori alla vitamina E.
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BIRRA
Chiara, rossa o scura è una bevanda salutare a detta di tutti, medici e nutrizionisti che ne ammettono e consigliano il consumo, purché in modica quantità. Bere per prevenire. Questo è uno degli slogan che circola ormai da tempo nel mondo medico-scientifico dove un numero sempre maggiore di studi e ricerche confermano gli effetti positivi di un moderato consumo di alcol - e della birra in particolare - sulla salute in genere e su alcune specifiche patologie in particolare. Che si tratti di malattie cardiovascolari, menopausa e anche diabete, infatti, i risultati parlano chiaro: la birra è una preziosa fonte di vitamine che sono essenziali per la vita, e contemporaneamente è anche ricca di antiossidanti. Come avviene per i farmaci, però, bisogna "leggere attentamente il foglietto illustrativo" e seguire le istruzioni per l'uso. Gli esperti ammettono l'assunzione di 24/40 grammi di alcol al giorno (a seconda del sesso, dell'età e dello stato fisico): il che equivale ad un litro (o ¾ di litro secondo altri) di birra chiara.
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ACQUA
L'acqua è uno dei principali componenti del corpo umano: la sua presenza , a seconda della dell'età, varia dal 75% nel bambino al 60% circa nell'anziano.
Il fabbisogno è direttamente proporzionato all'entità delle perdite: si tratta cioè di un fabbisogno sostitutivo, da qui il ruolo indispensabile della dieta.
Il fabbisogno medio giornaliero per l'adulto è di un litro e mezzo: può variare con l'alimentazione , il clima, il tipo di lavoro.
L'acqua che utilizziamo per dissetarci, a seconda della natura del terreno da cui proviene, è una soluzione più o meno diluita di sali minerali che, a condizioni di precise garanzie igieniche, chiamiamo "acqua potabile".
Prende invece la denominazione di "acqua minerale" quel tipo di acqua dotata di particolari doti benefiche, attribuibili a una definita e costante composizione salina e caratterizzata da rigorosi requisiti di purezza batteriologica.
Tenedo conto del residuo fisso dell'acqua a180 gradi le acque minerali possono essere divise in:
- acque oligominerali : residuo fisso non superiore a 180 C non superiore a g 0,2° %
- acque mediominerali :residuo fisso fra g 0,2%e g 1%
- aque minerali: residuo fisso superiore a g 1%
(il residuo fisso delle acque corrisponde alla quantità di sali minerali contenuti in essa)
L'acqua che utilizziamo per dissetarci, a seconda della natura del terreno da cui proviene, è una soluzione più o meno diluita di sali minerali che,
a condizioni di precise garanzie igieniche,
chiamiamo "acqua potabile".

Controllare la qualità dell'acqua della propria abitazione.!!!!!
Consigli utili
Dotarsi di un impianto per la depurazione delle acque per uso domestico, oggi è la soluzione migliore al problema.
L'interesse delle persone verso l'acqua più pura possibile è sempre in crescente aumento, cosi come la tecnologia che ne consente il miglioramento qualitativo, ovvero i depuratori.
PREMESSA
Da dove viene l'acqua?
L'acqua che beviamo arriva dalla pioggia, è priva dì sali ed è acida.
Con la sua aggressività si arricchisce poi di sali che discioglie dalie rocce (calcaree) scorrendo attraverso montagne e attraversando terreni.
Tra questi sali vi sono il calcio e il magnesio che determinano la "durezza" dell'acqua.
Altre sostanze sono presenti in misura più o meno rilevabile, alcune di queste in piccole quantità gradite all'organismo per i loro effetti benefici ( rame, ferro, fluoro ecc. ); mentre altre proprio indesiderate (atrazina, ammoniaca, torbidità, pesticidi, sostanze tossiche ecc.).
Più o meno indesiderati sono anche i microrganismi presenti nell'acqua, alcuni dei quali innocui altri molto pericolosi.
CONCLUSIONI
Purtoppo non sempre la qualità dell'acqua corrisponde alle nostre aspettative e qui entrano in gioco i depuratori ad osmosi inversa che hanno lo scopo di trasformarla in un'acqua più pura per un nostro migliore conforto, rendendola anche di ottima qualità oligominerale per il consumo quotidiano.
Inoltre non sarà più necessario acquistare un solo litro di acqua minerale in bottiglia in quanto potrete contare su un continuo e consistente approvvigionamento giornaliero per bere, cucinare, preparare bevande e lavare frutta e verdura.
L’acqua così purificata svolge un’ importante funzione diuretica eliminando dall’organismo impurità e tossine, sciogliendo i grassi in eccesso e favorendo la digestione. 
3)L'alimentazione del bambino
L’alimentazione del bambino deve essere costituita
da 4 pasti al giorno:
La colazione
2 pasti completi
1 merenda nel corso della mattinata o del pomeriggio
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IL LATTE. Il latte vaccino va introdotto nell’alimentazione del bambino dopo l’anno di vita. Se fosse stato introdotto prima accertatevi che il piccolo abbia assunto ferro a sufficienza, altrimenti potrebbe trovarsi in uno stato di carenza. Parlatene con il vostro pediatra. Dopo l’anno il piccolo dovrebbe assumere non più di 500 ml al giorno di latte vaccino, meglio senza aggiunta di zucchero.
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I LEGUMI. 3-4 volte a settimana insieme alla pasta o al riso. Così associati costituiscono un pasto completo, per cui in genere non è necessario associare anche un secondo.
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LA CARNE. 3-4 volte a settimana, alternando le carni “bianche” (es. pollo, tacchino) a quelle “rosse” (es. manzo, vitello).
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IL PESCE. 3-4 volte a settimana, utilizzando sia quello fresco sia quello surgelato.
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LE UOVA. 2-3 volte a settimana. Non eccedere nell’uso di uova nella preparazione di piatti elaborati (es. torte, cotolette), in quanto il rosso d’uovo è ricco di colesterolo.
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I LATTICINI. I latticini vanno dati con moderazione. Se il bambino assume latte regolarmente è sufficiente somministrare ricotta, mozzarella o parmigiano 1-2 volte a settimana. Non sono consigliati i formaggini. Lo yogurt bianco, a cui può eventualmente essere aggiunta della frutta e un po' di miele, va molto bene per uno spuntino o una merenda.
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GLI INSACCATI. Devono essere dati sporadicamente, non più di 1 volta a settimana. Contengono troppi grassi e troppo sale, spesso sono di qualità scadente ed imbottiti di conservanti.
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LA FRUTTA. Va data ogni giorno, anche più volte, meglio se assunta a qualche ora di distanza dai pasti principali.
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DOLCIUMI, PATATINE, POP-CORN. Merendine, cioccolato, biscotti, caramelle, patatine e pop-corn sono alimenti che dovrebbero diminuire in modo drastico. Ogni tanto va bene, ma ci sono bambini che purtroppo mangiano solo di questi alimenti. Il gelato è in genere un alimento sano, ma corrisponde ad un pasto!
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ACQUA E BEVANDE. L’acqua deve essere di fonte o di tipo oligominerale. Non è consigliabile assume quotidianamente acqua minerale e bevande gassate. Data la scarsa quantità di fluoro contenuto nella maggior parte delle acque oligominerali si consiglia di supplementare giornalmente la dieta del piccolo con il fluoro, al fine di rafforzare i denti e prevenire la carie. Vino, birra e caffè non dovrebbero mai essere dati.
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CONDIMENTI. E’ preferibile condire sughi e minestroni con olio extravergine di oliva o olio vegetale (girasole, mais) piuttosto che con burro, sugna o margarina. I cibi fritti vanno ridotti (ma senza che diventi una fobia!).
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SALE. Fin da piccolo abituate il vostro bambino a cibi conditi con poco sale. Il sale dà gusto alle cose, ma è anche uno dei fattori che contribuiscono all’ipertensione. D’altronde ricordate che il sale è già presente nei cibi.
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L'ALIMENTAZIONE DI MOLTI BAMBINI E’ ERRATA PERCHÉ:
1. Consumano troppi cibi contenenti grassi animali (es. latte, latticini, formaggi molli, insaccati, carne), che assunti in quantità eccessive possono depositarsi nelle pareti dei vasi sanguigni (aterosclerosi) e predisporre ad alcune malattie cardiocircolatorie (ad esempio l’infarto).
2. Fanno troppo uso di zuccheri fini (sotto forma di dolci, merendine, biscotti, etc.). Gli zuccheri sono importanti per l’energia di cui un bambino ha bisogno, ma è preferibile consumarli sotto forma di pasta, riso, patate, polenta. Gli zuccheri raffinati contribuiscono inoltre alla formazione delle carie e lasciano al bambino un costante senso di fame.
3. Fanno poco uso di legumi (lenticchie, fagioli, piselli, fave, soia). Le proteine vegetali contenute nei legumi sono molto nutrienti e gli zuccheri contenuti nei legumi stessi contribuiscono ad un regolare svuotamento dell’intestino. E’ raro che bambini che consumano spesso legumi siano stitici.
4. Fanno poco uso di verdure e di frutta che rappresentano, invece, una fonte ricchissima di vitamine e contribuiscono anch’esse ad un regolare svuotamento dell’intestino.
5. Mangiano poco pesce le cui proteine sono molto nutrienti ed i cui grassi sono utilissimi per proteggere i vasi sanguigni dai danni dell’aterosclerosi.
6. Fanno uso eccessivo di merendine, patatine e dolciumi come fuoripasto. Fare uno spuntino tra i pasti è senz’altro utile, ma è preferibile mangiare frutta fresca o succo di frutta non zuccherato o un bicchiere di latte o un panino o uno yogurt.
7. Fanno troppo uso di sale, sia nei fuoripasto (es. patatine) sia ai pasti principali, nei quali spesso viene aggiunto in eccesso.
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ALCUNI SUGGERIMENTI.
Un’abitudine importante da far acquisire ad un bambino è quella di fare una buona prima colazione. La prima colazione è il carburante per la mattinata, per il gioco, per le attività dell’asilo-nido. La brioscina o il succo di frutta non sono sufficienti. La prima colazione può essere molto semplice, ma deve essere completa: latte o yogurt, pane o biscotti (evitare biscotti molto dolci o l’abitudine al cornetto ogni mattina), corn-flakes o altri tipi di cereali in fiocchi, frutta fresca o anche frutta secca (noci, nocciole, fichi, prugne, mandorle, albicocche, uva passita).
Anche la merenda di metà mattina a scuola non dovrebbe essere costituita dalla classica merendina o dal pacchetto di salatini. Molto meglio un panino al formaggio o col pomodoro o frutta fresca o secca o uno yogurt. Incoraggiate molto il consumo di frutta fresca nei vostri bambini. Andrebbe limitato al massimo l’uso di merendine preconfezionate, specialmente di patatine fritte e di dolciumi conservati in busta per molti mesi.
Anche la merenda del pomeriggio a casa può essere un’ottima occasione per mangiare frutta fresca o secca.
Lasciate mangiare il bambino a tavola con voi abituandolo ai sapori di tutte le verdure cotte e crude, di ogni tipo di legumi e di pesce, di vari tipi di pasta e di carne. Ricordate che il gusto per i cibi si acquista nel primo anno di vita. Quei bambini che rifiutano la verdura e la frutta hanno spesso genitori che non la mangiano. Frullate pure la verdura se il bambino la accetta meglio, ma non passatela, perché così sarà garantito un buon apporto di fibre, che prevengono la stitichezza. Anche il pane e il riso integrale e la frutta secca sono alimenti ottimi per questo scopo.
Abituate il vostro bambino a lavare i denti dopo ogni pasto e le mani prima di mangiare. Fategli assumere il fluoro ogni giorno.
Incoraggiatelo a praticare attività sportiva costante, bi o trisettimanale, indispensabile per una buona digestione, per la prevenzione dell’obesità e per abituarlo ad investire tempo in attività sane e socializzanti.
Non permettetegli che stia molte ore davanti alla TV: è un grave errore!
4) L'alimentazione nell'anziano
L’alimentazione dell’anziano deve soddisfare in giusta misura due compiti essenziali:
quello nutrizionale e quello psicologico.
Il primo per rispettare l’introduzione di una quantità corretta di calorie;
il secondo, per assecondare il piacere di abitudini che si sono consolidate negli anni, privilegiando gusti e certe preferenze.
Le abitudini alimentari, che fanno parte di un patrimonio di tradizioni personali sono importanti, ed è bene che non siano, se possibile, modificate salvo se tale modifica non è imposta da una precisa necessità curativa.
Per queste ragioni è consigliabile mantenere nella normale dieta della persona anziana quei piatti tipici che hanno costituito per il passato specifiche e ricercate preferenze e hanno avuto un ruolo importante e gradito nell’alimentazione.
• E’ indispensabile assumere una quantità equilibrata di alimenti e assumerli con una ottimale ripartizione qualitativa (il tipo e la quantità di alimentazione è importante per non creare disturbi alla macchina umana).
• Assumere gli alimenti in tempi adeguati (il rifornimento di deve essere frazionato nell’arco della giornata e non concentrato in momenti sbagliati: ad esempio solo la sera).
Con l’avanzare dell’età in genere diminuisce l’attività di una persona e soprattutto diminuisce inevitabilmente il suo metabolismo basale cioè il suo consumo a riposo, e pertanto occorre una quantità proporzionalmente minore di energia: in pratica non è possibile continuare a mangiare la stessa quantità di cibo che una persona mangiava in età giovanile: occorre ridurre le porzioni di alimenti in rapporto alla riduzione dell’attività fisica e al progressivo ridursi del consumo di calorie.
Cosa mangiare?
La “dieta mediterranea” è un punto di riferimento per l’alimentazione umana.
Il 60-65% dei nutrienti assunti, nell’arco di una giornata, deve essere rappresentato dai carboidrati o zuccheri
I grassi o lipidi devono rappresentare il 20-25% dei nutrienti assunti nell’arco della giornata. Anche tra i grassi occorre privilegiare quelli tipici della dieta mediterranea e quindi l’acido oleico favorendo quindi al massimo il consumo dell’olio extra vergine di oliva che deve nei limiti del possibile sostituire i grassi di origine animale come il burro.
Le proteine devono essere assunte per il 10-15% della razione alimentare giornaliera. Anche per le proteine è bene riferirsi a quelle tipiche dell’alimentazione mediterranea e quindi alle proteine di origine vegetale e a quelle derivanti dal pesce: queste fonti proteiche sono meno ricche di grassi e quindi da preferirsi alle fonti proteiche di origine animale.
Dal punto di vista qualitativo la dieta ideale è quella che vede nel pane, nella pasta, nella verdura e nella frutta gli alimenti da preferire e da consumarsi più volte nell’arco della giornata (tre – quattro porzioni) unitamente al grasso di origine vegetale rappresentato dall’olio extra vergine di oliva. La carne e i formaggi devono essere consumati con più attenzione e con una minore frequenza.
Quando mangiare?
I consumi del corpo umano sono massimi nella prima parte della giornata e scendono con il passare delle ore per ridursi al minimo durante le ore del sonno.
In tal senso è bene frazionare l’apporto di essi in cinque assunzioni di cibo al giorno.
Della quantità totale giornaliera degli alimenti è bene assumerne il 20% a colazione, il 10% in uno spuntino di metà mattina, il 30% a pranzo, il 10% in una merenda di metà pomeriggio ed il restante 30% a cena.
Questi sono i segreti per una sana alimentazione e se regolarmente attuati consentono una nutrizione sana ed equilibrata che migliora la qualità della vita e contribuisce a rallentare il declino fisico legato al progredire della età.
Un alimento molto importante per la nostra salute spesso non è assunto in quantità adeguata: intendiamo riferirci all’acqua che tutti dovrebbero assumere nella quantità di 1,5 – 2 litri al giorno: tale quantità serve ad evitare la disidratazione, a combattere la stitichezza e a facilitare l’eliminazione delle scorie tossiche.
Nell’anziano in particolare l’assunzione dell’acqua può essere un problema perché spesso vi è una minore sensibilità ed efficienza del centro della sete e quindi può capitare, specie nei mesi caldi, di incorrere in uno stato di disidratazione più o meno spinta quasi senza accorgersene. E’ quindi bene ricordarsi sempre di bere molta acqua tenendo disponibile la bottiglia e ricordandosi di utilizzarla.
Per quanto riguarda invece l’assunzione di alcool bisogna evitare l’assunzione di bevande ad alto contenuto alcolico quali i super alcolici
Un buon bicchiere di vino rosso è invece in genere consigliabile ad ogni pasto in quanto contiene preziosi antiossidanti ed ha un contenuto alcolico moderato tale cioè da non danneggiare il fegato e da non apportare troppe calorie
Anche un consumo moderato di caffè (1 – 2 al giorno) con esclusione dell’assunzione nelle ore serali è assolutamente consentito e non rappresenta un pericolo per l’alimentazione di persone sane.
SUGGERIMENTI
• Adeguare le porzioni all’attività fisica, in modo da conservare il proprio peso ottimale.
• Variare le proprie scelte senza peraltro eliminare alcuna tipologia di alimenti.
• Consumare 60-80 grammi di proteine al giorno: per un buon rapporto fra proteine animali e vegetali è sufficiente una sola porzione al giorno o pesce, o pollo, o di tacchino,o di coniglio,o carni magre,o formaggi freschi.
• Assumere più attenzione e moderare formaggi stagionati o , carni rosse e uova (queste ultime non più di due volte alla settimana).
• Condire con l’olio extra vergine di oliva dato che con gli alimenti animali si assumono già molti grassi (saturi).
• Consumare adeguate quantità di carboidrati complessi (una razione di pasta o di riso, oppure polenta o gnocchi di patate o pizza napoletana; un po’ di pane e qualche volta un contorno di legumi o di patate in alternativa alle verdure).
• Llimitare gli zuccheri semplici zucchero bianco e dolciumi
• Evitare le bevande alcoliche preferendo quelle a bassa gradazione (vino e birra) al momento dei pasti; bere un po’ più di acqua (ma anche tè, camomilla, orzo, spremute di frutta) specialmente al mattino per facilitare la diuresi e limitare la disidratazione.
• Mangiare poco e di tutto assicurando la varietà nella scelta dei cibi;masticare bene per digerire meglio.
• Salare sempre i cibi con moderazione ed eventualmente usare sale marino iposodico iodato
• Assumere molta frutta e verdura sia per il loro contenuto in fibra sia per la loro ricchezza in vitamine e sali minerali.
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ACQUA
L'acqua è uno dei principali componenti del corpo umano: la sua presenza , a seconda della dell'età, varia dal 75% nel bambino al 60% circa nell'anziano.
Il fabbisogno è direttamente proporzionato all'entità delle perdite: si tratta cioè di un fabbisogno sostitutivo, da qui il ruolo indispensabile della dieta.
Il fabbisogno medio giornaliero per l'adulto è di un litro e mezzo: può variare con l'alimentazione , il clima, il tipo di lavoro.
L'acqua che utilizziamo per dissetarci, a seconda della natura del terreno da cui proviene, è una soluzione più o meno diluita di sali minerali che, a condizioni di precise garanzie igieniche, chiamiamo "acqua potabile".
Prende invece la denominazione di "acqua minerale" quel tipo di acqua dotata di particolari doti benefiche, attribuibili a una definita e costante composizione salina e caratterizzata da rigorosi requisiti di purezza batteriologica.
Tenedo conto del residuo fisso dell'acqua a180 gradi le acque minerali possono essere divise in:
acque oligominerali : residuo fisso non superiore a 180 C non superiore a g 0,2° %
acque mediominerali :residuo fisso fra g 0,2%e g 1%
aque minerali: residuo fisso superiore a g 1%
(il residuo fisso delle acque corrisponde alla quantità di sali minerali contenuti in essa)
L'acqua che utilizziamo per dissetarci, a seconda della natura del terreno da cui proviene, è una soluzione più o meno diluita di sali minerali che, a condizioni di precise garanzie igieniche, chiamiamo "acqua potabile".
Controllare la qualità dell'acqua della propria abitazione.!!!!!
Consigli utili
Dotarsi di un impianto per la depurazione delle acque per uso domestico, oggi è la soluzione migliore al problema.
L'interesse delle persone verso l'acqua più pura possibile è sempre in crescente aumento, cosi come la tecnologia che ne consente il miglioramento qualitativo, ovvero i depuratori.
PREMESSA
Da dove viene l'acqua?
L'acqua che beviamo arriva dalla pioggia, è priva dì sali ed è acida.
Con la sua aggressività si arricchisce poi di sali che discioglie dalie rocce (calcaree) scorrendo attraverso montagne e attraversando terreni.
Tra questi sali vi sono il calcio e il magnesio che determinano la "durezza" dell'acqua.
Altre sostanze sono presenti in misura più o meno rilevabile, alcune di queste in piccole quantità gradite all'organismo per i loro effetti benefici ( rame, ferro, fluoro ecc. ); mentre altre proprio indesiderate (atrazina, ammoniaca, torbidità, pesticidi, sostanze tossiche ecc.).
Più o meno indesiderati sono anche i microrganismi presenti nell'acqua, alcuni dei quali innocui altri molto pericolosi.
CONCLUSIONI
Purtoppo non sempre la qualità dell'acqua corrisponde alle nostre aspettative e qui entrano in gioco i depuratori ad osmosi inversa che hanno lo scopo di trasformarla in un'acqua più pura per un nostro migliore conforto, rendendola anche di ottima qualità oligominerale per il consumo quotidiano.
Inoltre non sarà più necessario acquistare un solo litro di acqua minerale in bottiglia in quanto potrete contare su un continuo e consistente approvvigionamento giornaliero per bere, cucinare, preparare bevande e lavare frutta e verdura.
L’acqua così purificata svolge un’ importante funzione diuretica eliminando dall’organismo impurità e tossine, sciogliendo i grassi in eccesso e favorendo la digestione.