L'alimentazione è uno dei fattori che incidono più fortemente sull'accrescimento e sullo sviluppo fisico .
L’uomo apporta con gli alimenti tutto il materiale adatto e necessario per mantenere la composizione chimica e la struttura biochimica dell’organismo,
- per bilanciare le perdite indotte dalle condizioni della vita (attività, secrezioni attive, riproduzione) e di lavoro,
- per mantenere l’efficienza biochimica dei tessuti.
L’uomo necessita dei medesimi elementi di cui abbisognano le piante e gli altri animali (terrestri ed acquatici e di tutto il materiale plastico (proteine) energetico (glicidi e lipidi) e complementare (acqua, vitamine, ioni, sali minerali) adatto per mantenere la temperatura corporea (omeotermia) e l’equilibrio osmotico delle cellule e dei tessuti, per sopperire all’usura fisiologica del materiale plastico (tempo e durata della vita delle proteine delle cellule e dei tessuti), per compensare tutte le perdite energetiche indotte dal lavoro, per fronteggiare le richieste plastiche, energetiche e complementari superiori alla media (crescita, gestazione, allattamento).
L’organismo adempierà le sue funzioni:
- assumendo, con gli alimenti, tutti i fattori nutritivi (plastici ed energetici) e complementari utili per le sintesi biologiche;
- liberando, omogeneizzando e semplicizzando attraverso i processi di digestione tutti i fattori plastici, energetici e complementari apportati con gli alimenti;
- assorbendo attraverso l’intestino,i fattori plastici energetici e complementari nelle quantità necessarie e opportune per sopperire alle perdite ed ai bisogni delle cellule e dei tessuti;
- utilizzando e destinando i fattori nutritivi e complementari, nelle correnti di utilizzazione ed agli scopi plastici, energetici e complementari a seconda delle funzioni e delle attività biologiche dell’uomo(accrescimento, riproduzione, gestazione, allattamento, omeotermia, lavoro ed attività) nelle fasi e nelle differenti attività biologiche
(vedi: fonte di energia , alimenti energetici, alimenti plastici e alimenti protettivi.)
Accorgimenti !!!!
Leggere con attenzione l'etichetta di tutti i cibi aquistati e controllare la presenza di additivi - non tutti sono innocui (alcuni additivi sono innocui se non superano una certa quantità).
Che cosa sono gli additivi alimentari?
Sono sostanze che non hanno alcun valore nutritivo, ma che vengono aggiunte dall’industria agli alimenti per uno specifico fine tecnologico.
Possono essere naturali oppure ottenuti per sintesi chimica in laboratorio e servono per esempio a conservare, a edulcorare, a colorare gli alimenti o a impedire che essi si ossidino e vadano a male. Sono additivi la saccarina, l’aspartame, l’acido lattico, il lisozima....
Quanti sono e come vengono classificati?
L’Unione Europea attualmente ne permette 360, contraddistinguendoli con una E (che sta per Europa) più un numero di tre o quattro cifre.Per esempio il sorbitolo, un dolcificante, è caratterizzato dalla sigla E 420; le pectine dalla E 440.
Come mai il pubblico li considera con diffidenza?
Anche se è improprio demonizzarli tutti (senza le aringhe in salamoia, i vichinghi sarebbero mai arrivati fino in America?), queste perplessità sono giustificate dalla frequenza con cui alcuni additivi che prima erano tranquillamente permessi vengono proibiti in seguito a nuovi dati di laboratorio.
È il caso di E 230, 231 e 232, usati per molti anni nel trattamento degli agrumi e poi catalogati come pesticidi. Resta il fatto, inoltre, che parecchie di queste sostanze restano fondamentalmente inutili. È davvero necessario aggiungere qualcosa al cibo semplicemente per cambiarne il colore? In sostanza, spesso l’additivo sopperisce (o tenta di sopperire) a una carenza di qualità. Con il progredire di una coscienza alimentare sempre più attenta, questi dubbi si fanno pressanti.
Chi decide se un additivo fa male oppure no?
L’Unione Europea su parere dell’Efsa, il suo organismo di consulenza per la sicurezza alimentare. Sulla base delle prove di tossicità eseguite sulla cavie, si assegna la cosiddetta Dga.
Che cos’è la Dga?
La sigla sta per Dose giornaliera ammissibile ed è la quantità di una certa sostanza che, in base al peso, può essere assunta giornalmente, anche per tutta la vita, senza rischi individuabili «allo stato attuale della conoscenza». Già quest’ultima parte della definizione fa capire quanto la questione non sia del tutto risolta. Ma i problemi non finiscono qui.
Ci sono altri rischi?
Quello che nelle prove di laboratorio non vengano considerati gli effetti combinati delle diverse sostanze. E poi restano molte discrepanze. Per fare un caso fra molti, alcuni additivi permessi nell’Ue, per esempio i ciclammati e l’amaranto, rispettivamente E952 ed E123, sono proibiti negli Stati Uniti.
La lettura delle etichette basta a difenderci?
È una pratica fondamentale.Vale la pena di imparare a memoria gli additivi dubbi e sforzarsi di leggere ogni volta la lista degli ingredienti, anche se le scritte, non a caso,
sono sempre in corpo minimo. Tuttavia occorre sapere che non sempre è garantita la tracciabilità. Può ancora accadere che un panificatore dichiari l’assenza di un certo additivo nel proprio prodotto finito, senza sapere che al mulino esso è stato aggiunto alla farina. 
Per stare tranquilli conviene passare al biologico?
Certo gli alimenti biologici danno qualche garanzia in più. Basti pensare che, dei 360 additivi alimentari, il biologico ne permette soltanto 50 e il biodinamico appena 10. Meglio ricordarsene in caso di intolleranze, nella dieta dei bambini o quando si allatta.
Ma qual è la differenza fra biologico e biodinamico?
A grandi linee, l’agricoltura biologica, i cui prodotti sono sottoposti a un regime di controllo e di certificazione, evita il più possibile l’uso di pesticidi. S’intende invece per agricoltura biodinamica quella pratica, basata sugli insegnamenti di Rudolf Steiner, che si sforza di migliorare il terreno considerandolo un organismo vivente, ipotizzando che non vi è buon prodotto senza il terreno adatto. I prodotti biodinamici hanno tutte le caratteristiche di quelli provenienti da agricoltura biologica.
Accorgimenti
Come abbiamo visto,alcuni conservanti naturali o chimici permettono agli alimenti di conservasi in maniera ottimale per più tempo. Sta al buon senso dei consumatori usare detti alimenti facendo un confronto, anche economico, tra un prodotto e l'altro.Spesso alcuni prodotti hanno prezzi inferiori o superiori proprio per le loro caratteristiche.
Gli alimenti(frutta , verdura, latte formaggi,carne,pesce) reperibili in zone non lontane dal luogo di produzione non necessitano di conservanti 
Proprietà "benefiche" di alcuni alimenti
Olio Extravergine di Oliva
Dal punto di vista nutrizionale, per le caratteristiche della sua composizione chimica, l'olio extravergine di oliva va considerato un prodotto alimentare di elevato pregio.
Esso, infatti, è facilmente metabolizzabile, limita i processi di biosintesi del colesterolo plasmatico e favorisce la secrezione pancreatica, mentre gli altri suoi acidi grassi, quali i polinsaturi detti anche grassi essenziali, sono contenuti nell'olio d'oliva in proporzioni ottimali (simile a quelle del latte materno). Ribadiamo il concetto: olio d'oliva crudo = nessuna controindicazione.
L'olio di oliva è comunque sempre stato considerato a metà strada fra alimento e medicinale.
Nelle comunità rurali viene ancora usato per estrarre le spine dalla cute, per curare il mal di pancia, per ammorbidire i duroni ecc.. così come le nonne lo usavano per assicurare lucentezza e morbidezza ai capelli.
Oggi la medicina è tornata a riconsiderare seriamente le proprietà terapeutiche dell'olio.
Le funzioni principali dell'olio d'oliva extravergine:
1 - ANTICOLESTEROLO:
L'olio extra vergine di oliva contribuisce a ridurre l'eccesso di colesterolo.
Non genera affatto il colesterolo "cattivo" (LDL), favorendo, al contrario, la formazione del colesterolo buono (HDL). Quest'ultimo garantisce l'integrità delle nostre arterie: le ripulisce da eventuali placche arteriosclerotiche e dallo stesso LDL, impedendo che queste sostanze aderendo alle pareti, le occluda.
2 - VITAMINICO, ANTIOSSIDANTE, ANTIRADICALE.
La presenza di tocoferoli (vitamina E) e polifenoli vi conferiscono un ruolo importante nell'attività antiossidante e anti-radicalica limitando l'invecchiamento cellulare.
3 - ACCRESCIMENTO ED ENERGETICA
La ricchezza di grassi insaturi assicura uno sviluppo più equilibrato nei bambini aiutando il tessuto cellulare nell'assimilazione di sostanze indispensabili alla crescita. Il classico filo d'olio nella pappa del bambino è il condimento più sano e gradito. Anche per i ragazzi è importante una dieta ricca di olio extra vergine di oliva, in quanto un organismo in crescita ha bisogno di un supplemento nell'apporto quotidiano di energie e calorie.
4 - REGOLATORE INTESTINALE
L'olio extra vergine di oliva facilita l'attività epatica e regola quella intestinale. Il consumo di olio extra vergine di oliva riduce i rischi di ulcere gastriche e duodenali, esercita un'azione lassativa, più efficace a digiuno, e contribuisce a correggere la stipsi cronica; inoltre ha un effetto protettivo contro la formazione di calcoli biliari.
5 - DIGERIBILE
L'olio extra vergine di oliva non è meno digeribile degli altri oli come taluni vogliono far credere al consumatore disinformato. Al contrario, è stato dimostrato scientificamente che è l'unico digeribile al 100%, contro l'85% dell'olio di semi di girasole, l'81% di quello di arachidi ed il 36% dell'olio di semi di mais. Rispetto ad altri grassi, in particolare a quelli di origine animale, l'olio extra vergine di oliva è quello che si digerisce più velocemente.
Inoltre, un ruolo svolto dall'olio, che tutti possono apprezzare, è sicuramente la particolare fragranza che esso conferisce ai piatti, aumentando l'appetibilità delle vivande e promuovendo gli stimoli secretori dell'apparato digerente, così da indurre una migliore digeribilità.
ALIMENTO O MEDICINALE?
Per quanto concerne gli aspetti terapeutici, questi sono senz'altro legati a quelli nutrizionali. L'olio d'oliva oltre ad avere un ruolo di spicco nell'alimentazione mediterranea (ritenuta da ormai vent'anni la più equilibrata) è considerato dai fisiologi della nutrizione utile per prevenire molte malattie.
DUNQUE... Da quanto abbiamo detto si deduce che considerare l'olio extra vergine di oliva alla stregua di un semplice "condimento" è riduttivo … Si tratta di un ALIMENTO. E che alimento!!! …
- per i bambini: nei lattanti circa la metà della razione energetica è assicurata dai grassi. Ecco perché nel latte materno sono presenti in quantità elevata gli Acidi Grassi Essenziali (AGE o EFA). Anche sotto questo aspetto l'olio extra vergine di oliva riveste un interesse straordinario: ha infatti una composizione AGE simile a quella del latte materno.
- per gli adulti:al contrario dell'olio di semi, nell'olio extra vergine di oliva predomina l'acido oleico, monoinsaturo. Da un punto di vista nutrizionale questo è un aspetto di primaria importanza: a differenza degli acidi grassi polinsaturi presenti negli oli di semi, l'acido oleico protegge i lipidi di membrana dalla ossidazione e quindi diminuisce il rischio oncogeno e coronarico, l'esposizione a malattie infiammatorie, all'arteriosclerosi, alle epatopatie, alla litiasi biliare e rallenta l'invecchiamento delle cellule. Attivo sui grassi e sul colesterolo del sangue. E' utile nella prevenzione dell'ulcera gastroduodenale, nella stimolazione della secrezione esocrina del pancreas, nel favorire la secrezione biliare (azione coleretica) e lo svuotamento della cistifellea (azione colagoga), nell'agevolare la digestione e l'assorbimento dei grassi e delle proteine alimentari, nell'attivare la peristalsi intestinale, nel promuovere l'escrezione dei sali biliari e del colesterolo dal fegato e la loro rimozione dal tenue.
- per gli anziani: aiuta a combattere la stitichezza atonica, assicura una buona mineralizzazione delle ossa, può correggere un altro grave squilibrio metabolico dell'anziano, l'osteoporosi.
olio di semi
È stato dimostrato che molti dei componenti naturalmente presenti negli olii vegetali hanno proprietà benefiche.
Il numero degli ingredienti attivi finora individuati nei semi oleosi è impressionante. Molte di queste sostanze arrivano integre fino all’olio per condimento o a quello per friggere.
La Vitamina E è un potente antiossidante e gli olii vegetali ne sono una delle fonti primarie. Anche ogni singolo acido grasso possiede proprietà specifiche . L’acido linoleico è un acido grasso polinsaturo che ha la proprietà di ridurre il colesterolo mentre l’acido a-linoleico è correlato al benessere cardiaco. L’acido ricinoleico è l’ingrediente attivo dell’olio di ricino ed è un potente lassativo.
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I legumi
Fagioli, lenticchie, soia, ceci, cicerchie, fagiolini, fave, lupini, piselli. Sono talmente tanti che è impossibile trovare qualcuno a cui non piacciano. Eppure sono i primi a sparire dalla nostra dieta quando decidiamo di buttare giù i chili di troppo, perché considerati nemici ipercalorici e responsabili di imbarazzanti gonfiori.
A quanto pare, invece, sarebbero proprio i legumi dei validi alleati per dimagrire, perché, specie se freschi, non contengono un alto contenuto calorico, e in più sono ricchi di fibre, utili in ogni dieta per purificarsi e per affievolire il senso di fame.
Secondo una ricerca, pubblicata sul British Journal of Nutrition, i legumi hanno un basso indice glicemico, e in paticolare arachidi e fagioli bianchi hanno un effetto benefico sul colesterolo. La spiegazione sta nell’interazione tra il diverso apporto di minerali e l’acido fitico, una sostanza che ne limita l’assorbimento.
fagioli
Le fibre di cui sono ricchi i fagioli può aiutare a ridurre il peso corporeo. -. In pratica quando si mangiano i fagioli il picco glicemico è inferiore e ritardato rispetto a quando di mangiano altri alimenti, per esempio il pane e la pasta, e questo può avere risvolti positivi sull’organismo. I fagioli hanno importanti proprietà nutritive: sono una buona fonte di minerali, soprattutto calcio, fosforo, potassio, magnesio, ferro, zinco, rame, e di vitamine del gruppo B .
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LENTICCHIE
I dietologi consigliano il loro consumo perché oltre ad essere molto digeribili sono alimenti totalmente privi di grassi e di colesterolo. Le lenticchie sono considerate legumi ad alto valore nutritivo e contengono circa il 25% di proteine, il 53% di carboidrati e il 2% di olii vegetali. Sono inoltre ricche di fosforo, ferro e vitamine del gruppo B. Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di lenticchie equivalgono a 215 grammi di carne.
Per una maggiore assimilazione delle proteine è ideale consumarle insieme a cereali (per esempio, riso, pasta e pane).
Le lenticchie sono un cibo adatto alla prevenzione dell'arteriosclerosi poiché i pochi grassi sono di tipo insaturo. La ricchezza di fibre le rendono molto utili per il funzionamento dell'apparato intestinale e sono inoltre utili per l'abbassamento del colesterolo. Contengono isoflavoni, sostanze che depurano l'organismo.
Sono particolarmente utili per riequilibrare i disturbi dello zucchero ematico.
La quantità di gran parte delle sostanze contenute nelle lenticchie allo stato crudo varia a seconda del metodo di conservazione o cottura del seme. Anche il semplice ammollo causa la perdita di sostanze buone
la soia
La soia (nome botanico Glicine max) è una pianta erbacea caratterizzata da grappoli di fiori violetti o bianchi e baccelli che contengono semi commestibili ad alto contenuto proteico. E’ una pianta facilmente adattabile a ogni tipo di suolo e ciò l’ha resa un’importante fonte alimentare fin dall’antichità. In Asia è utilizzata come nutriente già da 5000 anni, nel XVIII secolo fu portata in Europa e agli inizi del XIX secolo negli Stati Uniti dove era destinata alla produzione di foraggio. Attualmente le proprietà benefiche e nutrizionali di questo legume, già conosciute dagli antichi cinesi, giapponesi e coreani, hanno dato notevole impulso alla sua coltivazione, facendogli conquistare il terzo posto come prodotto agricolo statunitense, dopo il mais e il grano e diffondendolo rapidamente anche in Europa.
LA COMPOSIZIONE
La composizione della soia è già di per sé peculiare in quanto rispetto ai legumi “nostrani” presenta una diversa ripartizione tra macronutrienti essendo composta da una maggiore percentuale di proteine e grassi (35% circa di proteine contro il 20% circa e il 18% circa di grassi contro il 2%); le proteine presenti sono inoltre ad alto valore biologico con un buon apporto di aminoacidi essenziali, cosa rara negli alimenti di origine vegetale. Sono presenti inoltre fibre, vitamine (del gruppo B, A , K e C nei germogli ), minerali (calcio, potassio, fosforo magnesio e ferro), lecitina ma soprattutto, essendo un vegetale, è priva di colesterolo e ricca di grassi polinsaturi. Per queste caratteristiche, la soia come nutriente trova ampio consenso soprattutto nelle popolazioni asiatiche, dove l’elevato apporto proteico a basso costo, l’elevato contenuto di grassi “buoni“ ed energetici, la disponibilità di vitamine, fibre e minerali e la facilità di coltivazione e lavorazione ne fanno un alimento indispensabile.
I BENEFICI
Proprio da quelle popolazioni ci arriva un importante messaggio: in Asia ci si ammala meno di patologie cardiovascolari, è minore l’incidenza di neoplasie ormonodipendenti ed osteoporosi ed alcuni sintomi della menopausa non hanno neppure un vocabolo per essere tradotti. Sembra proprio che anche qui il “piccolo fagiolo d’oro” abbia un ruolo legato soprattutto alla presenza di tre piccole molecole: genisteina, daidzeina e gliciteina, note come Isoflavoni o Fitoestrogeni (estrogeni vegetali), che intervengono mimando l’azione degli estrogeni e legandosi ad alcuni loro recettori. L’azione benefica della soia sull’apparato cardiocircolatorio è stata la più studiata e anche la FDA (Food and Drug Administration) consente la divulgazione di queste informazioni sulle confezioni alimentari dei prodotti contenenti proteine di soia. Diverse sono le ipotesi e gli studi sui meccanismi d’azione delle proteine della soia nella prevenzione di tali patologie, ma sembrano comunque puntare l’attenzione sulla sua proprietà ipocolesterolemizzante. Gli isoflavoni aiutano inoltre a regolare il bilanciamento ormonale nelle donne, sono utili nella prevenzione dell’osteoporosi e hanno proprietà antiossidanti, risultando così utili alleati, soprattutto nel periodo menopausale. Durante la menopausa infatti la caduta della produzione degli ormoni naturali della donna fertile provoca effetti negativi; i fitoestrogeni della soia, legandosi ai recettori degli ormoni stessi e mimandone l’azione, tendono a ridurli. In termini pratici possono essere d’aiuto per la salute delle ossa e per la riduzione dei sintomi più fastidiosi della menopausa come le vampate di calore. Secondo alcuni studi, infine, l’integrazione di isoflavoni della soia nella donna diminuisce la probabilità di cancro al seno e, negli uomini, abbassa il rischio di sviluppare il cancro del colon e della prostata.
LE FONTI
La soia come prodotto alimentare è ancora poco conosciuto e può essere quindi utile ricordare in quali fonti e sotto quali forme è reperibile. Al naturale la soia è un seme di diversi colori che può essere utilizzato per preparare minestre, come tutti gli altri legumi. Dal seme si sviluppano i germogli di soia, molto ricchi di vitamina C, particolarmente indicati per essere consumati come verdure fresche. Dai semi otteniamo inoltre un prezioso olio con sapore delicato ricco di grassi polinsaturi che può anche essere trasformato in margarina. La salsa di soia si ottiene invece per fermentazione dei semi, è molto salata e, specie in Oriente, si usa per insaporire i cibi. Il latte di soia è molto digeribile ma bisogna ricordare che non contiene né calcio, né vitamina D e ha una percentuale di proteine inferiore rispetto agli altri alimenti di soia, è però privo di lattosio e può essere utilizzato in caso di intolleranza a questo zucchero, è inoltre privo di colesterolo e ricco di acidi grassi polinsaturi. Dalla coagulazione di questo latte si produce il Tofu o formaggio di soia che ha le stesse peculiarità del latte ma consistenza cremosa e densa. Il derivato più duttile della soia è comunque la farina ottenuta dal seme del legume e può essere utilizzata per preparare pasta, pane, biscotti e dolci che, non contenendo glutine, ben si adattano a diete per celiaci. Ultimamente dalla farina si ottiene con specifica lavorazione anche un composto simile alla carne che ha comunque le stesse proprietà sopracitate. Da un punto di vista nutrizionale la soia è pertanto un nutriente ad elevata concentrazione proteica, utile soprattutto a chi segue un’alimentazione vegetariana e ad alcuni sportivi che non vogliono esagerare col carico di proteine animali colesterolo e grassi saturi, è un utile ausilio per chi ha problemi di ipercolesterolemia o celachia , i suoi fitoestrogeni ne fanno un valido integratore per i problemi legati alla menopausa e, in seguito a studi più approfonditi, potranno avere un ruolo maggiormente definito nella prevenzione cardiovascolare, osteometabolica e oncologica.
il caffè
Il caffè è utile nella terapia sintomatica dell'asma perché la caffeina, soprattutto nei pazienti giovani, stimola la dilatazione dei bronchi. Per questo motivo giova anche a chi soffre di febbre da fieno e di riniti allergiche, in quanto riduce l'affaticamento dei muscoli respiratori.
Aiuta a digerire chi soffre di ipocloridria (scarsa produzione di acido cloridrico nello stomaco), grazie all'azione dell'acido clorogenico che eccita la secrezione cloridrica; in questo caso la caffeina non c'entra e infatti, a questo proposito, funziona anche il caffè decaffeinato.
Efficace diuretico, il caffè svolge anche un'azione antistipsi perché stimola la motilità intestinale: l'effetto è quasi immediato, tanto che si esplica nel giro di due o tre minuti dall'assunzione.
Sembra anche che i tannini del caffè possano avere un effetto anticarie, perché contrastano lo sviluppo dei batteri cariogeni. Infine, anche chi vuole dimagrire può farsi "dare una mano" dal caffè, perché stimola la lipolisi epatica, ovvero aumenta la capacità dell'organismo di "bruciare" i grassi dei tessuti adiposi, risparmiando gli zuccheri (glicogeno) che servono per gli improvvisi scatti di energia.
Tutto questo però non deve farci dimenticare che il caffè va considerato come un farmaco e quindi va assunto con moderazione, ricordando anche che la caffeina è più concentrata nel caffè fatto con la "macchinetta", che contiene in media il 20/25% in più di caffeina rispetto all'espresso del bar.
il tè
Il tè possiede molte proprietà benefiche per la salute. Bere tre o quattro tazze di tè leggero e di buona qualità ogni giorno può contribuire a proteggere il nostro fisico e combattere un gran numero di disturbi. Gli esami scientifici hanno dimostrato che contiene un cocktail di ricostituenti ottimi per la salute, come le vitamine del gruppo B (B1, B2, B3, B6), la vitamina C, molecole antiossidanti come polifenoli e flavonoidi.
Tutti i benefici del tè possono essere riassunti nei seguenti punti:
• Il tè è ricco di potenti antiossidanti che neutralizzano i depositi di grasso nelle arterie, ha quindi la proprietà di ridurre il tasso di colesterolo nel sangue, è un anticoagulante ed abbassa la pressione sanguigna.
• Le sue sostanze polifenoliche (tannini, flavonoidi), con capacità antiossidanti contribuiscono a bloccare il processo di formazione dei radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento cellulare.
• Il tè è privo di calorie, ma è molto ricco di manganese e potassio: il primo è essenziale per la crescita ossea e lo sviluppo del corpo, il secondo aiuta le funzioni cardiache e regola il contenuto di acqua nelle cellule permettendo al corpo di trattenere le corrette quantità di liquidi.
• Bevuto abitualmente dopo i pasti ha effetti benefici sugli organi digestivi, inoltre, dopo un bicchiere di vino o di superalcolico, una o due tazze di tè possono divenire un prezioso tonificante.
• Il tè ha un'azione protettiva nei confronti del fegato, per alcuni estratti che sono in grado di bloccare l'insorgere di depositi di grasso.
• E' consigliato a chi vuole perdere peso, infatti, il suo consumo ha un ruolo fondamentale ai processi brucia calorie accelerando l'ossidazione dei grassi.
• Il tè fa bene ai denti, perchè è una delle poche fonti naturali di fluoro. Questo elemento rafforza lo smalto dei denti, riduce la formazione della placca e migliora la salute del cavo orale in generale.
Latte
Il latte è uno degli alimenti più completi e nutrienti è ricco di calcio,vitamina D , di vitamine del gruppo B e A e contiene tutti gli aminoacidi che servono al nostro organismo per rimanere in buona salute.
Un litro di latte intero generalmente contiene 35 gr. di proteine, 37grammi di grassi, 45 grammi di zuccheri e 10 gr. di sali minerali.Il lattosio è lo zucchero del latte (si trova solo in questo alimento) e il grasso ivi contenuto si differenzia da tutti gli altri grassi poiché risulta utilizzabile in modo efficace dall’organismo e facile da digerire.
Differenze tra latte pastorizzato e sterilizzato
Il latte pastorizzato è definito “fresco” e può essere utilizzato fino a 4 giorni dalla data in cui è stato confezionato, a patto però che venga conservato in frigorifero. La pastorizzazione avviene quanto il latte viene sottoposto ad una temperatura compresa tra i 74°C-76,5°C per 16 secondi, e subito dopo raffreddato a 2°C-4°C. La migliore qualità del latte è la confezione che contiene la dicitura “alta qualità” e in questo caso il prodotto contiene 15,5% di sieroproteine non denaturate. Questo tipo di latte è particolarmente “sicuro” e proviene da allevamenti “doc”, inoltre il trattamento al quale viene sottoposto, fa sì che vengano conservate quasi interamente tutte le vitamine e le proteine in esso contenute.
Il latte sterilizzato invece, può essere utilizzato fino a 90 giorni dalla data di confezionamento, naturalmente chiusa e a temperatura ambiente: una volta aperto, deve essere consumato entro 3 o 4 giorni. La sterilizzazione consiste nel riscaldare il latte a 115-135°C per 15-20 minuti e poi raffreddarlo; dopo questo trattamento il latte può quindi essere conservato per lunghi periodi anche se perde gran parte delle vitamine e proteine.
L’importanza dei fermenti lattici
I fermenti lattici, che si trovano nel latte, nei formaggi e nello yogurt, contengono acido lattico, sostanza particolarmente benefica per il nostro organismo. Numerose le sue proprietà: i fermenti lattici favoriscono processi vitali indispensabili per lo sviluppo fisiologico, riordinano la flora batterica intestinale, ostacolando lo sviluppo di molti dannosi microrganismi, prevengono le infezioni intestinali, favoriscono la ricostituzione di una adeguata flora batterica dopo particolari cure assunzioni di antibiotici, migliorano la digestione e il funzionamento dell’intestino, rafforzano le difese immunitarie, producendo immunoglobine, contrastano l'avvelenamento da cibo. Spesso il nostro organismo ha bisogno di riequilibrare la flora batterica intestinale, ma spesso con l’alimentazione quotidiana non ci riusciamo e in questo caso quindi diventa molto efficace il ricorso e l’utilizzo dei fermenti lattici i quali, possiedono anche un alcalinizzante. Infine una importante accortezza: evitare di associare insieme all’assunzione di fermenti lattici, i cibi proteici e quelli dolci: in questo caso i fermenti potrebbero perdere il loro potere.
uova
elevato è il potere nutrizionale, in particolare dell'alto contenuto in lecitina e metionina, due principi nutritivi essenziali per l'organismo umano.
Agendo come emulsionante dei grassi e degli oli, la lecitina ne promuove la digestione, disperdendoli nel lume intestinale sotto forma di minuscole goccioline facilmente attaccabili dagli enzimi digestivi. La lecitina, inoltre, promuove la funzione epatica e contribuisce a prevenire la formazione delle placche aterosclerotiche e quella dei calcoli renali.
Anche la metionina è un nutriente essenziale: partecipa alla sintesi degli acidi nucleici (DNA e RNA) nelle cellule, ha potente azione antiossidante, promuove la funzione della colecisti e contribuisce alla rimozione dei metalli pesanti e degli eccessi di istamina dall'organismo.
Ma le uova non contengono solo metionina e lecitina. Sono anche fonti preziosissime di vitamine A e D, proteine ad elevatissimo valore biologico (cioè contenenti tutti gli aminoacidi essenziali) e carboidrati.
Il problema legato al loro elevato contenuto in colesterolo non è reale. Da anni ormai è stato riconosciuto che i livelli di colesterolo ematico non aumentano "mangiando" colesterolo, ma piuttosto altri tipi di grassi (trigliceridi), carboidrati raffinati e zuccheri. Al contrario le uova, a differenza di quanto molti pensano, possono contribuire ad abbassare il colesterolo (se consumate con moderazione), grazie al loro elevato contenuto in lecitina ad azione ipocolesterolemizzante.
Per quanto riguarda la possibile contaminazione da parte di antibiotici, tossine e contaminanti ambientali vari, virus e batteri, il modo migliore per evitarla è scegliere uova fresche, sane, di alta qualità, provenienti da allevamenti certificati e controllati. Riconoscere un uovo sano non è comunque difficile: il guscio deve essere duro, il turlo di colore arancio carico e l'albume formato da due parti, una centrale più viscosa, a ridosso del tuorlo, ed una periferica, più sottile e di consistenza più fluida.
L'uovo, come il latte, è un alimento completo per eccellenza, utile non solo alla crescita ed al mantenimento dei tessuti, ma anche alla prevenzione di diverse carenze nutrizionali ed al benessere dell'organismo.
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Formaggi
I formaggi vantano un valore nutritivo elevatissimo, tanto che possono essere definiti come un vero e proprio concentrato (a densità maggiore o minore a seconda del contenuto in acqua) delle qualità nutritive del latte (con la sola eccezione del lattosio e di una parte di proteine rimaste nel siero).
Se a questo si aggiungono le loro caratteristiche favorevoli di conservabilità, di ridotto volume e di facile trasportabilità, si completa il quadro di un alimento eccellente sia sotto il profilo del gusto che sotto quello dei pregi nutrizionali.
Un alimento che si presta straordinariamente a fungere da correttivo delle carenze di certe diete povere o sbilanciate e incomplete (come sono, ad esempio, le diete vegetariane estreme) e da integratore, particolarmente nella alimentazione dei bambini e delle persone anziane.
Energia
I formaggi sono ricchi di energia (sono un vero alimento, non un condimento o un complemento al pasto!) e sono un concentrato proteico di alta qualità (fino a dieci volte i valori del latte di partenza): 150 grammi di formaggio bastano a coprire il fabbisogno proteico di un adulto.
Inoltre, la qualità di queste proteine è adattissima, per la sua particolare ricchezza in alcuni aminoacidi essenziali, a compensare le carenze delle proteine vegetali presenti nella dieta.
Il maggior contributo al valore energetico dei formaggi è dato dai grassi, presenti in quantità diverse a seconda della varietà, mentre il colesterolo è presente nei formaggi in misura variabile dai 60 ai 100 milligrammi ogni 100 grammi (per una assunzione massima giornaliera suggerita di 300 milligrammi).
I grassi, o lipidi, non sono solo fonte d’energia. Sono presenti nell’organismo umano per assolvere ad altre funzioni fondamentali: sono componenti fondamentali delle membrane cellulari, trasportano le vitamine liposolubili, sono precursori di composti indispensabili come gli ormoni.
I grassi presenti nei formaggi, come in tutti gli alimenti di origine animale, sono principalmente saturi; comunque la qualità degli acidi grassi di piccole dimensioni presenti nei formaggi li rende facilmente digeribili e utilizzabili da parte dell'organismo.
La ricchezza nutritiva dei formaggi ne condiziona talvolta il consumo. Tuttavia, il grande assortimento che offre il mercato italiano dei formaggi consente delle scelte mirate e per chiunque, quindi, esiste la possibilità di scegliere la qualità e la quantità di un formaggio in modo da rispettare nella propria dieta il tetto giornaliero consigliato di grassi, di acidi grassi saturi e di colesterolo.
Minerali
Di grande rilievo anche l'apporto in minerali. I formaggi contengono fosforo, sodio, ma soprattutto molto calcio, un minerale essenziale per la formazione e il mantenimento delle ossa e dei denti e per una serie di processi, quali la conduzione degli impulsi nervosi, la contrazione muscolare, la coagulazione del sangue.
Lo stesso vale anche per i formaggi “light”, poiché l’eliminazione di una quota di grasso non comporta una riduzione del contenuto di calcio.
Il formaggio rappresenta, con il latte e lo yogurt, la fonte alimentare di calcio per l'uomo più importante: questi prodotti assicurano oltre i 2/3 dell'introito giornaliero di calcio nel nostro Paese, e bastano 70-120 grammi di un qualsiasi formaggio per coprire il fabbisogno quotidiano medio di un adulto.
Va poi sottolineato che in questi prodotti il calcio stesso è contenuto in una forma chimica che lo rende molto più facilmente assorbibile e utilizzabile da parte del nostro organismo.
Ed è anche importante ricordare che il formaggio contiene calcio e fosforo in un rapporto superiore ad 1, ossia in un rapporto ideale sia per una utilizzazione ottimale del calcio che per correggere nel complesso della dieta la esagerata prevalenza del fosforo che si riscontra in tutti gli alimenti di più largo consumo (quali cereali, patate, legumi, carne, uova, ecc.) e che può provocare perdite considerevoli di calcio.
L’alimentazione ha quindi un ruolo di fondamentale importanza nella comparsa e nel decorso dell’osteoporosi e su questa, a differenza di altri fattori non modificabili, si può intervenire.
È utile ricordare che uno stile di vita “sano” ed un’alimentazione corretta, ricca di calcio, sin dalle prime fasi della vita (bambini ed adolescenti) possono costruire e mantenere un osso robusto, riducendo il rischio di osteoporosi e, di conseguenza, il numero di fratture e l’invalidità e la mortalità che ad esse si accompagnano.
Per quanto riguarda le vitamine, i formaggi, unitamente agli altri prodotti lattiero-caseari, coprono circa il 30% della assunzione totale di vitamina B2 e di vitamina B12; inoltre contengono quantità significative di vitamina A.
Questa vitamina è indispensabile per il meccanismo della visione e per la differenziazione cellulare e, di conseguenza, è necessaria per la crescita, la riproduzione e l’integrità del sistema immunitario.
Sono indiscutibili i pregi nutrizionali dei formaggi: dall’apporto in energia e proteine di elevatissima qualità a quello abbondante e quasi unico di calcio, dall’ottimo rapporto calcio/fosforo al significativo contributo in vitamine.
Tuttavia, il contenuto in calorie e grassi, così come in sodio, è particolarmente elevato in alcune varietà di formaggio; questi fattori assumono rilievo in relazione ad un consumo eccessivo. È necessario, quindi, controllare la quantità consumata mangiando porzioni più piccole o preferendo formaggi meno grassi e latticini
È importante utilizzare correttamente i formaggi, in relazione non soltanto al loro apporto nutritivo ma anche alla molteplicità di tipi disponibili (comprese le varietà a ridotto tenore in grassi, i formaggi “light”), alla loro elettiva indicazione per l'età evolutiva e per le intolleranze al latte, alla loro attitudine a completare le diete vegetariane ecc.
parmiggiano reggiano
– il Parmigiano-Reggiano è un alimento a "digestione facilitata"; contiene infatti il 7,5% di aminoacidi liberi (quantità nettamente superiore ad ogni altro tipo di formaggio) che possono essere assimilati ed assorbiti dall’organismo senza alcun processo di digestione. Stimola inoltre la produzione gastrica facilitando la digestione anche degli atri cibi. Per questo è utile e corretto mangiare scaglie di Parmigiano-Reggiano come antipasto o a fine pasto. 100 grammi di Parmigiano-reggiano vengono digeriti in 45 minuti (contro, ad esempio, le circa 4 ore necessarie per una identica quantità di carne).
Le proteine- il Parmigiano-Reggiano puo’ offrire grazie all’elevato apporto proteico (il contenuto di proteine è circa del 35%) un contributo importante alla dieta, inoltre la loro qualità è simile a quella delle proteine vegetali.
Le vitamine- il latte e il formaggio non costituiscono nella nostra razione alimentare alimenti capaci di soddisfare il bisogno vitaminico giornaliero. Tuttavia 100 grammi di Parmigiano-Reggiano riescono a coprire circa il 40% del fabbisogno giornaliero di vitamina A ed il 20% di quello di vitamina B2, mentre forniscono una quantità di vitamina B12 ben superiore alle esigenze fisiologiche. In generale il contenuto vitaminico del Parmigiano-Reggiano è mediamente piu’ elevato, soprattutto per quanto riguarda il beta-carotene, le vitamine A, B2,B6,B12, rispetto a quello degli altri formaggi. Queste vitamine sono importanti sia per la crescita, sia per un’azione protettiva e antitossica favorendo la formazione di anticorpi e di difese da inquinanti, sempre più presenti nell’ambiente.
E’ un formaggio non grasso- il contenuto di grasso (circa il 29%) è il piu’ basso rispetto a tutti gli altri formaggi ad eccezione della mozzarella e dello stracchino; inoltre il processo di stagionatura trasforma questi grassi rendendoli facilmente assorbibili dall’organismo.
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grana padano
Il Grana Padano presenta le sue più spiccate caratteristiche nutrizionali nella pronta digeribilità e nella rapida assimilazione, dovute non solo alla stagionatura ma anche agli aminoacidi liberi costituenti il 20% delle proteine che stimolano l’attività degli enzimi digestivi: tali peculiarità lo rendono molto adatto all’alimentazione di chi deve assumere energia in poco tempo.
È ottimo componente nella dieta quotidiana dei bambini fin dai primi mesi di vita, è altrettanto prezioso nell’alimentazione delle donne in attesa come degli anziani per i minerali che contiene, indispensabili per la salute di ossa, muscoli, cellule e, non ultime, per le persone di mezza età che amano tenersi in forma.
Il Grana Padano è ricco di proteine ad alto valore biologico, come quelle del latte. Una porzione da 100 gr di tale formaggio, con 384 calorie, contiene le proteine di 200 gr di carne e le sostanze nutritive di un litro e mezzo di latte. Il Grana Padano, oltre ad una percentuale di grassi saturi, contiene il 40% circa di grassi insaturi, reputati i migliori per l’organismo umano: il contenuto medio di colesterolo in 50gr di tale formaggio è di 70 mg in tutto.
In ogni forma abbondano i minerali. Basti tener presente che in 50 gr di Grana Padano si riscontrano ben 600 mg di Calcio, e dunque in quantitativo pari al 60% del fabbisogno giornaliero di adulti e anziani, al 50 % di quanto necessario ad un adolescente, al 43% di quanto occorrente ad una donna in fase di gravidanza o di allattamento. Si sta parlando di una sostanza importantissima che svolge un ruolo fondamentale nei processi della conduzione nervosa, della contrazione muscolare nonché della permeabilità cellulare. È ricchissimo inoltre di fosforo, essenziale nei processi di apprendimento, ed ancora di iodio, insostituibile nella funzione della tiroide, di selenio.
All’organismo umano fornisce notevoli apporti anche in rame e zinco, ritenuti utili a rallentare l’invecchiamento cellulare e a dare tono e potenza ai muscoli, di magnesio, sostanza essenziale per lo sviluppo dello scheletro e come gruppo prostetico indispensabile per l’attività di specifici enzimi regolatori del metabolismo.
Nel Grana Padano, inoltre, sono presenti ben otto Vitamine: A, B1, B2, B6, B12, D, PP, E.
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pecorino romano
"Pecorino, il gusto che piacerà al tuo cuore". In sintesi è quanto hanno rivelato ieri al The Times Center i ricercatori americani e italiani che hanno condotto uno studio a lungo termine attraverso cui hanno potuto accertare che il pecorino contiene sostanze altamente benefiche per la salute dell'uomo.
I ricercatori hanno scoperto che piccole quantità di pecorino aiutano a proteggere contro l'arteriosclerosi, inoltre questo formaggio contiene proprietà anti-infiammatorie e anti-tumorali, un alto livello di Omega-3 e di Cla (un acido grasso che ha importanti effetti anti-cancerogenici) d'aiuto in particolare nelle patologie cardiovascolari.
I risultati dello studio condotto dalle università di Sassari e Cagliari in concerto con un team di medici americani sono stati presentati dalla docente e ricercatrice primaria Anna Nudda dell'Università di Sassari, dal docente di Lactation Biology della University of Idaho e da Salvatore Meloni direttore generale del Consorzio Latte della Sardegna.
"Noi popoli mediterranei siamo guidati nelle nostre scelte alimentari dalle tradizioni, gli americani invece dispongono di una estrema quantità di alimenti da scegliere, per cui il rischio di sbagliare è grosso ed ecco la dimostrazione della sindrome metabulica, la velocità con cui sta crescendo l'obesità" spiega Giuseppe Pulina, docente presso il Dipartimento di Scienze Zootecniche dell'Università di Sassari ad America Oggi.
È il segnale materiale di diete sbilanciate e del ricorso alla "pillola" da parte degli americani. "Quando c'è una pillola sul tavolo - aggiunge Pulina - significa che la dieta è sbagliata perché la dieta deve essere capace da sola di fornire tutti i nutrienti necessari per il benessere dell'uomo".
Il pecorino in generale, che sia sardo, romano o toscano insomma è un concentrato di sostanze benefiche per la salute.
"Il segreto - sostiene Pulina - è il verde, l'uomo deve alimentarsi degli animali che consumano erba perché sei milioni di anni di evoluzione dell'uomo hanno portato la nostra macchina a costruirci in questo modo, a mangiare verde".
Si tratta, spega il docente, di studi non sponsorizzati o finanziati dall'industria del settore, bensì dallo stato e resi quindi pubblici.
Una decina d'anni fa era stato appurato che il latte di pecora contiene più Cla rispetto a quello di altre specie e da lì era partito lo studio.
"Abbiamo appurato che c'era un alto livello di Cla nel pecorino e il ministero dell'Università e della Ricerca scientifica ha finanziato questo grosso progetto dove c'erano unità operative da ogni parte d'Italia" ha riferito la ricercatrice Nudda. Quello di pecora è insomma un superlatte, stando alla docente, la quale ha precisato che non si tratta solo di Cla.
"Intanto - sostiene Nudda - il latte di pecora ha molti più benefici, ha una quantità di calcio che è doppia rispetto al latte di vacca e il pecorino è senza dubbio molto salutare".
La ricercatrice dell'Università di Sassari assicura che basta dare un'occhiata alle statistiche della popolazione centenaria sarda "è tutta gente - osserva - che è cresciuta a pecorino e vino rosso che contiene potenti anti-ossidanti. E per non smentire la tradizione salutare anche per me lo snack del pomeriggio significa pecorino e pane".
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Carne
La carne è certamente un alimento insostituibile in una dieta equilibrata, grazie alla ricchezza di proteine e minerali che essa apporta, oltre alla caratteristica capacità di saziare.
Le proteine contenute nella carne sono molto simili a quelle presenti nell'organismo umano, quindi facilmente assimilabili: vengono infatti utilizzate dal nostro corpo in maniera ottimale. Hanno inoltre un alto valore biologico, poichè contengono aminoacidi essenziali, indispensabili per il mantenimento e la costruzione dei tessuti umani.
Costituita da tessuti connettivi e muscolari, la carne contiene dal 50% a circa l'80% di acqua, ma i valori nutrizionali sono fortemente variabili, a seconda del tipo di carne, del sesso, della razza e del tipo di allevamento dell'animale.
La qualità e quantità deve variare in base all’età e alle esigenze personali.
IL PESCE
Le proteine del pesce sono ad alto valore biologico e sono ricche soprattutto in metionina e lisina ; la variabilità del loro contenuto è dovuta, oltre che alla presenza di acqua, soprattutto alla componente lipidica. Proprio quest'ultima consente una ulteriore distinzione dei pesci in tre classi:
• magri (acciuga, luccio, merluzzo, orata, palombo, rombo, sogliola, spigola), tenore in grassi inferiore al 3%;
• semigrassi (carpa, cefalo, dentice, sardina, triglia, trota), tenore in grassi compreso fra il 3 e l' 8%;
• grassi (anguilla, salmone, sgombro, tonno), tenore in grassi superiore all'8%.
IL PESCE AZZURRO
Il pesce azzurro è molto apprezzato i per le qualità nutrizionali delle carni. Ha carni generalmente molto digeribili con prevalenza di grassi insaturi- in particolare del tipo omega 3.(grassi simili a quelli vegetali) importanti per lo sviluppo cerebrale e protettori per cuore e arterie.
Anche per questo il consumo di pesce azzurro è consigliato nelle diete nelle quali sono da evitare i grassi saturi presenti in altre specie animali. Essendo, inoltre, un alimento ricco di calcio (350mg per 100g di alimento) è consigliato per combattere i processi di decalcficazione ossea
Miele
Alle già ben note qualità energetiche, il miele è anche una validissima arma per prevenire e combattere alcune malattie . Il miele, assunto quotidianamente, svolge un delicato effetto protettivo.
Va consigliato di utilizzare questo prodotto come dolcificante, ogni qualvolta si usa lo zucchero. Questo potrebbe contribuire ad apportare una quantità significativa di composti fenolici dietetici.I composti fenolici sono residui chimici che inibiscono l’ossidazione. Più alto è il loro contenuto nei cibi più essi tendono a generare elevati livelli di antiossidanti.
Vi sono vari tipi di miele, dal più scuro al più chiaro: grano saraceno, bacca hawaiana, tupelo, soia, trifoglio, fireweed ed acacia e altri.
“Il più ricco di antiossidanti " e' il miele scuro.
Il pomodoro
Il pomodoro contiene molte vitamine, sali minerali e antiossidanti: Il licopene-un forte antiossidante naturale- il quale ha dimostrato di possedere delle virtù terapeutiche nella prevenzione e nella cura di alcuni tipi di tumore, in particolare quello della prostata.
Uno studio ha infatti dimostrato che il licopene è in grado di ridurre la proliferazione di cellule tumorali e i livelli di PSA.
le arance
Le arance sono un'ottima fonte di vitamine, soprattutto la C e la A, seguite da buona parte delle vitamine del gruppo B (in particolare Tiamina, Riboflavina e Niacina).
Il consumo quotidiano di 2 o 3 arance consente di coprire il fabbisogno giornaliero di vitamina C. Grazie al noto ruolo della vitamina C nel contribuire all’efficienza del sistema immunitario, un adeguato consumo di arance nei mesi invernali può essere un ottimo coadiuvante nella prevenzione degli episodi delle malattie da raffreddamento, che colpiscono tipicamente le prime vie aeree. Le arance sono caratterizzate inoltre da in elevato contenuto in bioflavonoidi, sostanze che, assieme alla vitamina C, ricoprono un importante ruolo nella ricostituzione del collagene del tessuto connettivo. Per tale ragione le arance possono favorire il rafforzamento di ossa, denti, cartilagini, tendini e legamenti.
Anche il connettivo delle pareti dei vasi sanguigni, soprattutto dei capillari, trae beneficio dall’associazione fra i bioflavonoidi e la vitamina C contenuta nelle arance. Ciò si traduce in una riduzione della fragilità capillare e della formazione di edemi. Il consumo di arance può quindi essere importante per combattere alcune patologie causate da difficoltà circolatorie come la cellulite, le vene varicose e le emorroidi. In particolare l'arancia a polpa rossa è ricca di antocianine, caratterizzate da un potente effetto nei confronti della fragilità capillare ed un elevato valore nel trattamento degli stati infiammatori. La vitamina C contenuta nelle arance presenta inoltre proprietà antianemiche, in quanto in grado di favorire l'assorbimento del ferro, utile per la formazione dei globuli rossi.
I fumatori sono una categoria di persone che può trarre un particolare beneficio dall’assunzione della vitamina C e degli antiossidanti contenuti nelle arance.
L’agrume è anche particolarmente ricco di terpeni che, assunti regolarmente in una dieta ricca di frutta e verdura, si rivelano efficaci nella prevenzione dei tumori del colon, del retto e della mammella. Tra i terpeni una particolare menzione merita il limonene, contenuto nella buccia delle arance, dei limoni e dei pompelmi che, grazie la sua capacità di contrastare gli effetti degli estrogeni, sembra efficace nel proteggere dal cancro alla mammella.
Il callo bianco sotto la buccia dell’arancio contiene inoltre una discreta quantità di fibra alimentare solubile, efficace nella regolazione dell'assorbimento degli zuccheri, dei grassi e delle proteine.
È risaputo come la quotidiana assunzione di una sufficiente quantità di fibre alimentari sia funzionale nel prevenire il diabete e l'arteriosclerosi, e favorisca il transito intestinale, riducendo i fenomeni putrefattivi.
Il discreto contenuto di vitamine del gruppo B stimola l'appetito, l'accrescimento e la digestione, mentre i caroteni precursori della vitamina A sono utili per il sistema visivo, per la salute della cute, e nella prevenzione di infezioni di varia natura.
Le arance, in virtù delle sostanze benefiche in esse contenute, sono dunque caratterizzate da innumerevoli proprietà che spaziano da quelle antiossidanti ed antinvecchiamento, a quelle anticancerogene. Come tutta la frutta acidula le arance sono inoltre utili nel favorire i processi digestivi. L'infuso della scorza gode infatti di proprietà aperitive e digestive. Un decotto ottenuto da una o due scorzette di arancia in 100ml di acqua aiuta infatti a combattere la cattiva digestione e diminuisce i dolori di stomaco.
L’arancia amara, che si differenzia da quella dolce per una serie di caratteristiche, fra le quali spicca il particolare gusto amaro della polpa, è largamente utilizzata nell’industria alimentare e farmaceutica. Il frutto intero è utilizzato per preparare marmellate e frutta candita, mentre la buccia viene impiegata in liquoreria (curaçao, amari). L'industria farmaceutica utilizza soprattutto la buccia per la preparazione di vari digestivi e tonici. La scorza dell’arancio amaro, per il suo elevato contenuto di sinefrina, sostanza ad attività simile all’adrenalina, è inoltre utilizzata nell’industria degli integratori alimentari, nella produzione dei cosiddetti “termogenici”, utilizzati per il dimagrimento. In virtù delle molteplici proprietà benefiche delle arance, unite alla loro elevata digeribilità e al loro modesto apporto calorico, il loro consumo dovrebbe essere largamente promosso nell’ottica di una sana alimentazione. Possono essere assunte a colazione, negli spuntini, ed anche in associazione a piatti a base di carne (per l’assorbimento del ferro) e pesce.
il limone
Il limone è un ottimo antisettico e battericida, ma non solo: è anche un valido aiuto per chi ha poche difese immunitarie in quanto è in grado di “aumentare” la produzione dei globuli bianchi, è anche rinfrescante, disintossicante, e calmante. È anche ottimo contro i dolori reumatici e funge bene da “scudo”, contro la pressione alta. È particolarmente indicato anche per coloro che soffrono di anemia ed è un buon stimolatore gastro-epatico-pancreatico. Anche per quanto riguarda il trattamento del diabete, questo frutto si è dimostrato un ottimo deterrente. Alcuni recenti studi americani hanno evidenziato che il limone, se assunto regolarmente e nelle dosi giuste, potrebbe svolgere anche un'azione preventiva contro il tumore dell'intestino, dello stomaco e del pancreas.
il mirtillo
Il mirtillo nero, in particolare, è quello a cui vengono riconosciute il maggior numero di proprietà benefiche per l'organismo umano; il suo colore è dovuto alla presenza di antociani, che sono dei pigmenti blu aventi diverse funzioni nella pianta, tra cui quella di difenderla dai radicali liberi e dai raggi ultravioletti. Le sostanze principali che troviamo in questo piccolo frutto sono costituite da zuccheri, diversi tipi di acidi tra cui l'acido citrico e l'acido idrocinnamico. Inoltre, il mirtillo nero, contiene la vitamina B9, i tannini e in grande quantità sono presenti le antocianine che rendono i tessuti capillari più forti ed elastici. L'acido ossalico è quello che conferisce il tipico sapore asprigno del mirtillo
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Il sale
L’Italia produce ottimi sali marini integrali, ma difficilmente li trovate nella grande distribuzione. Importiamo sale grezzo anche dall’estero, soprattutto dalla Francia. Il mare di provenienza può condizionare la composizione di minerali.
Il sale marino grezzo si colloca perfettamente in una dieta naturale, nel senso di consumare alimenti il più vicino possibile a come Madre Natura li ha creati. L’apporto di sodio (Na) sarà bilanciato dagli altri minerali, cosa che non succede utilizzando il sale raffinato. Un po’ di sale per insaporire le pietanze fa quindi bene, l’importante è non esagerare. Il regolare consumo di ortaggi e di frutta ma anche di alcune carni e pesci garantirà il potassio (K) necessario per ottenere un buon rapporto K:Na che dovrebbe essere superiore a 5:1.
Se oggi l’uomo moderno assume troppo sale (circa 10-15 g al giorno), non è a causa di quello che aggiunge alle insalate, sulla carne o nelle minestre, ma quello che assume in modo occulto dai cibi preparati dall’industria alimentare (cibi pronti per essere cotti, scatolame, salse, patatine, prodotti da forno, ecc.), che è sempre sale raffinato e quindi "sbilanciato". Questo porta ad un consumo di sodio che può essere il doppio del potassio.
IL BASILICO
Il basilico è conosciuto in occidente fin dai tempi dei tempi ma le sue origini sono indiane. Oggi questa piantina aromatica è coltivata ovunque, sia in vaso che nei campi o sui balconi, dato il suo intenso profumo e aroma, il suo largo impiego nella cucina mediterranea e le sue altrettanto importanti proprietà curative. In tempi antichi si pensava che la pianta avesse il potere di respingere i serpenti, inoltre si credeva che fosse utile per curare l'infermità mentale, l'itterizia e la lebbra. Tutt'oggi la medicina indiana considera il basilico un ottimo depurativo a livello sia fisico che mentale e emotivo.
il prezzemolo
Il Prezzemolo contiene vitamine A, B e C (di quest’ultima è ricco quattro volte più del cavolo e due volte più del crescione),sali minera liquali ferro, fosforo, calcio magnesio, clorofilla.
Le benefiche proprieta’ terapeutiche del Prezzemolo sono molteplici. Una
delle azioni piu’ significative e’ quella di diuretico ed eliminatore dell’urea.
Inoltre, facilita la funzionalita’ digestiva; le foglie masticate crude rinfrescano
l’alito e favoriscono la salute della pelle; puo’ essere usato come cataplasma
antisettico nelle slogature, ferite e morsicature di insetti.; e’ tonico;
leggermente lassativo; regolatore delle mestruazioni; stimolatore della funzione
epatica; Il prezzemolo e’ tra i cosiddetti “odori”, uno
dei piu’ conosciuti e consumati abitualmente. Ottimo nei brodi e nelle minestre,
nel pesce sia bollito che arrosto, tritato finemente con uno spicchio di
aglio per condire con piu’ sapore le patate patate lessate; in piatti a base
di uova; da aggiungere alla maionese e nella preparazione di svariate salse,
tra cui la saporitissima “salsa verde”, ottima per accompagnare
bolliti misti. Ricordatevi che il prezzemolo va sempre aggiunto crudo, a
fine cottura, al fine di mantenere inalterato il suo squisito aroma.
IL PEPERONCINO
Fra le sostanze del piccante alimento c'è la capsaicina che avrebbe effetti antipertensivi e non solo.
L'azione antisclerotica del peperoncino è stata osservata da moltissimi anni e anche recenti studi , confermano che la capsiacina, il principio attivo del peperoncino, abbia sul sangue una azione fibrinolitica e anche anestetizzante sul corpo. inoltre è una pianta "miracolosa", dispensatrice di vitamina c e potassio dalle proprietà antibatteriche e antiossidanti.
Secondo la letteratura scientifica la capsaicina, l’alcaloide principale responsabile della sensazione di piccante prodotta dai peperoncini, sarebbe in grado di indurre le cellule tumorali del cancro alla prostata a innescare il processo di apoptosi, ossia un particolare programma di autodistruzione presente nelle cellule. La scoperta è riportata sul Cancer Research.
l'aglio
L’aglio è un bulbo utilizzato fin dall’antichità, sia in cucina come condimento per le pietanze e sia per le sue proprietà medicamentose. Il suo apporto nutritivo non è significativo, soprattutto perché di solito viene consumato in piccole quantità, mentre il suo tipico profumo è dovuto alla presenza dell’alliina, contenuta nelle sue cellule che, combinandosi dopo il taglio del bulbo con un enzima, si trasforma in allicina, la sostanza che appunto provoca l’odore.
Molti sono gli usi medicinali attribuiti all’aglio, anche se va detto che essi perdono di efficacia se il bulbo viene cotto o fritto. Si stima, a tal proposito, che l’aglio cotto perda fino al 90% delle sue proprietà salutari. Nonostante sia facile pensare che esso sia un alimento pesante in quanto difficile da digerire, in realtà l’aglio vanta delle proprietà depurative in grado di aiutare l’organismo a liberarsi delle tossine.
L’aglio è un ottimo amico del cuore: normalizza il battito cardiaco, rende il sangue più fluido, abbassa la pressione sanguigna, riduce il colesterolo e aiuta a prevenire disturbi quali l’aterosclerosi e l’ipertensione. Sembra che il bulbo sia anche utile a contrastare i tumori, dato che alcuni ricercatori hanno osservato che le sostanze estratte dall’aglio sono in grado di ostacolare la formazione di molecole dall’attività cancerogena.
All’aglio è attribuita anche la proprietà di rafforzare il sistema immunitario, prevenendo raffreddori, influenza, bronchite e tubercolosi; questo per mezzo delle sue proprietà antisettiche e antiparassite, che aiutano a combattere un buon numero di funghi, batteri e virus. Grazie alla presenza di fosforo e zolfo, l’odoroso bulbo vanta anche un’azione sedativa e calmante, mentre altri studi dimostrano che l’aglio incrementa leggermente il livello di serotonina nel cervello, aiutando così l’organismo a combattere stress e depressione.
Vale però la pena di sottolineare che l’aglio crudo non è sempre adatto a tutti: infatti il consumo di più di uno spicchio al giorno può causare irritazioni alle pareti intestinali, mentre un consumo prolungato nel tempo può danneggiare le cellule ematiche e provocare anemia. Tuttavia, nei negozi di alimenti naturali, è possibile trovare diversi prodotti a base di aglio crudo – sotto forma di pillole, capsule, sciroppi e tinture – privi delle sostanze chimiche irritanti ma in grado di conservare quelle benefiche.
la cipolla
La Cipolla è una pianta erbacea e bulbosa della famiglia delle Alliaceae (dal nome latino: Allium cepa) molto utilizzata in cucina in tutto il mondo. Esistono diverse qualità di cipolle, alcune ricchissime di antiossidanti. Come l’aglio, anche la cipolla ha moltissime proprietà benefiche per la salute. La reputazione dei benefici della cipolla si perde nella notte dei tempi. Nell’antica Mesopotamia aveva la fama di curare tutto e gli studi più recenti confermano una vasta gamma di proprietà preventive e curative.
Cipolla: Proprietà Nutrizionali
100 g di cipolla fresca contengono:
•Calorie: 40 kcal
•Acqua (90%)
•Carboidrati (6%)
•Grassi (0,2%)
•Proteine (1%)
•Fibre Alimentari (2%)
•Sali Minerali e Oligoelementi: boro, calcio, cloro, cromo, cobalto, rame, ferro, fluoro, iodio, magnesio, manganese, molibdeno, nichel, fosforo, potassio, selenio, sodio, zolfo, zinco
•Vitamine: B1, B2, B3 (PP), B5, B6, B9, D, E, provitamina A
•Altre sostanze importanti: un olio essenziale simile a quello dell’aglio, vari enzimi, acido citrico, acido fosforico e acido acetico e Flavonoidi
La cipolla è un ottimo stimolante dell’apparato digerente (compresi fegato e pancreas), un buon regolatore intestinale e un potente diuretico.
Recenti studi hanno confermato le notevoli virtù di quest’ortaggio. La cipolla ha una forte azione antiossidante e ha una grande varietà di agenti protettivi contro il cancro. La cipolla è particolarmente ricca di Quercetina, un Flavonoide molto efficace nel prevenire i tumori del tratto digerente. Uno studio condotto nei Paese Bassi ha dimostrato che mangiando una cipolla al giorno veniva drasticamente ridotto il rischio di contrarre un tumore allo stomaco. I ricercatori ritengono che la cipolla sia in grado di bloccare le cellule tumorali ma anche di distruggere i batteri nocivi che possono essere la causa del tumore allo stomaco. Infatti, la cipolla è un potente antibatterico naturale in grado di proteggerci e di stimolare le difese immunitarie.
La Cipolla trova utilizzo anche per trattare patologie delle vie respiratorie. Le sostanze sulfuree (sostanze sono così chiamati perché contengono uno o più atomi di zolfo nella loro struttura chimica) di cui è composta la cipolla riescono ad inibire la reazione allergica infiammatoria comune per esempio nell’asma.
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il cavolo
Il cavolo era noto già nell'antichità. Per i greci era sacro, mentre i romani lo utilizzavano sia in cucina sia per la cura di varie malattie. In seguito, in Italia, il consumo alimentare del cavolo riprese attorno al Seicento. Si deve anche ricordare che questo ortaggio ha costituito per molti secoli uno degli alimenti principali degli equipaggi delle navi, per rinforzare il regime alimentare durante i lunghi viaggi in mare. Attualmente la sua coltivazione è diffusa in tutto il mondo; i maggiori produttori sono India, Cina, Francia e Italia (principalmente in Abruzzo, Campania, Lazio, Puglia e Sicilia).
Il cavolo in cucina - Un consiglio preliminare riguarda l'acquisto: è importante che le foglie siano fresche, non ingiallite né avvizzite. Possono essere consumati sia crudi sia cotti, ma in quest'ultimo caso viene ridotta la quantità di vitamina C, piuttosto alta, contenuta nel cavolo. Una preparazione particolare di questo ortaggio consiste nella lavorazione delle foglie, con cui si ottiene il cosiddetto "cavolo acido" (i crauti), molto popolare nei paesi dell'Europa del nord. Uno dei problemi legati alla preparazione del cavolo è legato all'odore caratteristico che si produce durante la cottura, causato dall'alto contenuto di zolfo (risolvibile ricorrendo alla pentola a pressione, oppure aggiungendo aceto o limone nell'acqua di cottura).
Le varietà - Vi sono numerose varietà di cavoli, che presentano poche differenze fra loro per quanto riguarda l'aspetto nutrizionale:
Cavolfiore: è ricco di sali minerali, vitamina B e aminoacidi. Ha fiori bianchi molto gustosi, che sono la parte commestibile; le foglie non si mangiano. Fra i più diffusi ricordiamo il Gigante di Napoli, il Pisano tardivo, il Tardivo di Fano.
Cavolo broccolo: simile al cavolfiore, presenta infiorescenze verdi o verdi violette. Contiene una buona quantità di proteine, vitamine e sali minerali.
Cavolino di Bruxelles: è originario del Belgio, di piccole dimensioni e colore verde chiaro. Ricco di sali minerali, carboidrati e proteine. Fra le varietà più diffuse vi sono la Frigostar, la Lunet, la Sigmund.
Cavolo cappuccio verde o rosso: è di origine molto antica ed è diffuso soprattutto nell'Italia meridionale. Presenta foglie verde pallido o rosso scuro, unite assieme a formare una palla. Tra le varietà nostrane ricordiamo il Cuore di bue, il Precoce di Napoli, la Testa di negro.
Cavolo verza: questo cavolo viene coltivato soprattutto nell'Italia centrosettentrionale ed è di origine molto antica. Ha foglie rugose verde scuro all'esterno e verde chiaro all'interno (viene anche detto cavolo di Milano).
INFO AL. (cavolfiore) - Proteine: 1,98; grassi: 0,10; carboidrati per differenza: 5,30 (fibre: 2,5); ceneri: 0,71; acqua: 91,91; colesterolo: 0; sodio: 30; calorie: 25.
il finocchio
Il Finocchio ha tanta fibra e contiene pochissime calorie (9 per etto, siamo al record assoluto o quasi). Ideale per le diete dimagranti e per pulire naturalmente i denti a fine pasto.-la sua consistenza dura e filamentosa permette la riduzione della placca dentale-(vedi in il corpo “la nostra bocca un tesoro da difendere”)
Il Vino e Uva
Le azioni terapeutiche del vino sono note dalla notte dei tempi,sia nella cultura asiatica che europea. In questi ultimi tempi le ricerche su base biochimica e molecolare hanno consentito di individuare il meccanismo d’azione delle sostanze contenute nel vino favorevolmente attive come antiossidanti.
Una serie di ricerche cliniche ha dimostrato maggiore efficacia del vino rispetto ad altri alcoolici (birra,whisky), nella protezione dalle malattie cardiovascolari.
E’ da rilevare che nella comunità europea si tende a sminuire l’effetto benefico del vino rispetto ad altri alcoolici, teoria questa rappresentata anche nella stampa italiana.
L’impiego di modeste quantità di vino, in particolare vino rosso, riduce l’incidenza della degenerazione maculare, causa di cecità. Sulla cute, è nota l’azione benefica sull’eczema.
Sono stati fatti studi sulla longevità in Sardegna e sull’uso di un vino con alto contenuto in polifenoli.
Il reveratrolo è una fitoalexina naturale presente nella buccia dell’uva, negli acini e naturalmente nel vino. Il vino rosso contiene un’elevata concentrazione di composti fenolici e tra questi i flavonoidi, come la quercitina, con proprietà antiossidanti 90 volte superiori alla vitamina E.
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Birra
Chiara, rossa o scura è una bevanda salutare a detta di tutti, medici e nutrizionisti che ne ammettono e consigliano il consumo, purché in modica quantità. Bere per prevenire. Questo è uno degli slogan che circola ormai da tempo nel mondo medico-scientifico dove un numero sempre maggiore di studi e ricerche confermano gli effetti positivi di un moderato consumo di alcol - e della birra in particolare - sulla salute in genere e su alcune specifiche patologie in particolare. Che si tratti di malattie cardiovascolari, menopausa e anche diabete, infatti, i risultati parlano chiaro: la birra è una preziosa fonte di vitamine che sono essenziali per la vita, e contemporaneamente è anche ricca di antiossidanti. Come avviene per i farmaci, però, bisogna "leggere attentamente il foglietto illustrativo" e seguire le istruzioni per l'uso. Gli esperti ammettono l'assunzione di 24/40 grammi di alcol al giorno (a seconda del sesso, dell'età e dello stato fisico): il che equivale ad un litro (o ¾ di litro secondo altri) di birra chiara.
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ACQUA
L'acqua è uno dei principali componenti del corpo umano: la sua presenza , a seconda della dell'età, varia dal 75% nel bambino al 60% circa nell'anziano.
Il fabbisogno è direttamente proporzionato all'entità delle perdite: si tratta cioè di un fabbisogno sostitutivo, da qui il ruolo indispensabile della dieta.
Il fabbisogno medio giornaliero per l'adulto è di un litro e mezzo: può variare con l'alimentazione , il clima, il tipo di lavoro.
L'acqua che utilizziamo per dissetarci, a seconda della natura del terreno da cui proviene, è una soluzione più o meno diluita di sali minerali che, a condizioni di precise garanzie igieniche, chiamiamo "acqua potabile".
Prende invece la denominazione di "acqua minerale" quel tipo di acqua dotata di particolari doti benefiche, attribuibili a una definita e costante composizione salina e caratterizzata da rigorosi requisiti di purezza batteriologica.
Tenedo conto del residuo fisso dell'acqua a180 gradi le acque minerali possono essere divise in:
- acque oligominerali : residuo fisso non superiore a 180 C non superiore a g 0,2° %
- acque mediominerali :residuo fisso fra g 0,2%e g 1%
- aque minerali: residuo fisso superiore a g 1%
(il residuo fisso delle acque corrisponde alla quantità di sali minerali contenuti in essa)
L'acqua che utilizziamo per dissetarci, a seconda della natura del terreno da cui proviene, è una soluzione più o meno diluita di sali minerali che,
a condizioni di precise garanzie igieniche,
chiamiamo "acqua potabile".

Controllare la qualità dell'acqua della propria abitazione.!!!!!
Consigli utili
Dotarsi di un impianto per la depurazione delle acque per uso domestico, oggi è la soluzione migliore al problema.
L'interesse delle persone verso l'acqua più pura possibile è sempre in crescente aumento, cosi come la tecnologia che ne consente il miglioramento qualitativo, ovvero i depuratori.
PREMESSA
Da dove viene l'acqua?
L'acqua che beviamo arriva dalla pioggia, è priva dì sali ed è acida.
Con la sua aggressività si arricchisce poi di sali che discioglie dalie rocce (calcaree) scorrendo attraverso montagne e attraversando terreni.
Tra questi sali vi sono il calcio e il magnesio che determinano la "durezza" dell'acqua.
Altre sostanze sono presenti in misura più o meno rilevabile, alcune di queste in piccole quantità gradite all'organismo per i loro effetti benefici ( rame, ferro, fluoro ecc. ); mentre altre proprio indesiderate (atrazina, ammoniaca, torbidità, pesticidi, sostanze tossiche ecc.).
Più o meno indesiderati sono anche i microrganismi presenti nell'acqua, alcuni dei quali innocui altri molto pericolosi.
CONCLUSIONI
Purtoppo non sempre la qualità dell'acqua corrisponde alle nostre aspettative e qui entrano in gioco i depuratori ad osmosi inversa che hanno lo scopo di trasformarla in un'acqua più pura per un nostro migliore conforto, rendendola anche di ottima qualità oligominerale per il consumo quotidiano.
Inoltre non sarà più necessario acquistare un solo litro di acqua minerale in bottiglia in quanto potrete contare su un continuo e consistente approvvigionamento giornaliero per bere, cucinare, preparare bevande e lavare frutta e verdura.
L’acqua così purificata svolge un’ importante funzione diuretica eliminando dall’organismo impurità e tossine, sciogliendo i grassi in eccesso e favorendo la digestione. 