programmiamo la nascita di nostro figlio
queste nozioni vi aiutetranno a comprendere le varie problematiche della nascita di vostro figlio
attenzione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
programma in costruzione
patrimonio genetico- la gravidanza-alimentazione in gravidanza-attività fisica e lavoro durante la gravidanza-il parto-parto naturale e cesareo-la nascita- il neonato-l'allattanto al seno-allattamento artificiale-allattamento misto-
patrimonio genetico
i test genetici sono strumenti straordinari

importante 

(consigliarsi con il medico curante)
conoscere i caratteri ereditari della madre e del padre
Ciascuno di noi eredità il patrimonio genetico per metà dal padre e per l'altra matà dalla madre e i geni che riceviamo possono renderci più forti o più deboli nei confronti di certe malattie.Il fatto che certi disturbi o specifiche malattie si siano presentate in determinati componenti della famiglia, può suonare come campanello d'allarme e indicando, per esempio, la necessità di particolari attenzioni.
...............................................................................................................................................................
la gravidanza
qualcosa di magico sta per accadere:
c'è un bimbo in arrivo!
Cominciano i primi cambiamenti esteriori.!!!!
Il corpo inizia ad adattarsi per ospitare la nuova vita, nutrirla e proteggerla nel migliore dei modi. Il viso si addolcirà, guadagnandoci in bellezza.
Ma non saranno tutte rose e fiori. Potrebbero insorgere i piccoli grandi distubi.
consigliarsi con il medico di fiducia
-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------
alimentazione in gravidanza
Una corretta alimentazione in gravidanza, sia sotto il profilo qualitativo che da quello quantitativo, è alla base del benessere tanto della mamma quanto del bambino. Quando si aspetta un bambino il fabbisogno di energia si accentua rispetto alla condizione precedente.. Quando si aspetta un bambino è preferibile fare pasti piccoli ma più frequenti dei tre pasti usuali, alleggerendo soprattutto il pasto serale. Evitare i cibi scarsamente digeribili ; bere molta acqua e mangiare frutta e verdura per facilitare il transito intestinale. Le giuste ripartizione giornaliere delle diverse categorie di nutrienti sono le seguenti:
Proteine 18%
Oltre a carne pesce e uova è molto importante non trascurare i latticini per il loro alto contenuto di calcio e i legumi.
Lipidi 25-30%
Sono da preferire gli acidi grassi polinsaturi di origine vegetale (olio extravergine di oliva) a quelli saturi di origine animale (burro panna pancetta) . Il pesce è fondamentale perché contiene gli acidi grassi polinsaturi (omega 3) fondamentali per lo sviluppo del sistema nervoso fetale e neonatale : pertanto deve essere consumato una – due volte al giorno.
Carboidrati 50-55%
Meglio pasta pane e riso rispetto a zuccheri semplici o dolci
Vitamine e sali minerali
Una alimentazione ricca di frutta e verdura ( almeno due porzioni al giorno di questi alimenti) è in grado di fornire la quantità di vitamine e sali minerali necessari durante l’attesa di un figlio senza dovere ricorrere a somministrazione di quote supplementari mediante preparati farmaceutici.
Il ferro e il calcio sono particolarmente importanti, perchè non sono forniti in quantità sufficiente dalla sola alimentazione, quindi richiede una quota aggiuntiva.
L’acido folico, è una vitamina contenuta nella frutta e nella verdura, e viene impiegata dall’organismo in tutti i processi i processi di riproduzione cellulare, quindi in grande abbondanza dai tessuti e dagli organi del feto in crescita. Purtoppo il nostro organismo non è in grado di immaganizzarne grandi riserve e nei momenti di intenso utilizzo, come durante la gravidanza, può risultarne sfornito. In questo caso il rischio per la mamma è di andare incontro ad una particolare forma di anemia, quindi richiede una quota aggiuntiva.
Di fondamentale importanza è che l’aspirante mamma inizi a prendere l’acido folico almeno un mese prima del concepimento e continui per tutto il primo trimestre di gravidanza.
si raccomanda:
prima di attuare correzioni alimentari consultare il proprio medico di fiducia
__________________________________________________________________________________________
Attività fisica e lavoro
durante la gravidanza.
Sono molto utili passeggiate all'aperto e su un terreno pianeggiante,in quanto favoriscono l'ossigenazione, la circolazione venosa degli arti,il tono moscolare e la digestione.
Sono permesse attività sportve rilassanti come il nuoto e la biciletta , mentre sono da evitare quelle che richiedono notevole impegno psicofisico come tennis, calcio, danza, ecc.
I lavori domestici possono essere continuati evitando quelli faticosi, facendoli seguire da adeguati periodi di riposo.
Il lavoro intellettuale è compatibile con la gravidanza anche se è diminuita la capacità di concentrazione.
Possono essere dannosi i lavori che richiedono sforzi fisici come i lavori nei campi e nelle fabbriche.
Nociva è anche la permanenza in ambienti di lavoro polverosi oppure dove vi sia esposizione di sostanze tossiche o radiazioni.
il parto
Se siete seguite da uno/a specialista consultatevi in tempo per poter decidere insieme, quali sono le opportunità possibili adatte alle vostre esigenze.
Parto cesareo e parto naturale:
dubbi, incertezze.
Sono molteplici le valutazioni che inducono una donna e l’equipe medica ad optare alternativamente per un parto cesareo o naturale. E le tendenze degli ultimi anni confermerebbero una maggiore propensione per la prima delle due possibilità. L’Italia segue quello che, per molti versi, è un trend già consolidato nei maggiori paesi occidentali: negli Stati Uniti, per esempio, il numero totale di parti cesarei nell'arco di 50 anni è salito dal 4% fino al 26% mentre in Italia la media annuale è passata dall’11,2 % del 1980 al 33,91% nel 2001. Una percentuale così alta che ci colloca al secondo posto della classifica per parti avvenuti attraverso cesareo, dietro solo al Brasile, e con punte che si avvicinano, soprattutto nelle regioni meridionali, al 54,04 % della Campania.
Da studi condotti dall’Assr, però, emerge come il parto cesareo non sia sempre associato a motivi medici, nel 49,4% dei casi sulle schede di dimissione non è nemmeno indicato il motivo del parto cesareo che, in molti casi, sarebbe riconducibile ad un atteggiamento difensivo imputabile agli operatori, timorosi di una minima complicazione che possa avere ripercussioni legali, o.........
parto naturale
Partorire fa male e nessuno lo può negare, ma i dolori del parto non sono fini a se stessi come può essere un mal di denti o un emicrania , sono dolori che portano alla creazione di qualcosa di stupendo, sono dolori finalizzati alla nascita del proprio figlio, e più si accettano come parte integrante di questo iter, più diminuisce il rischio di interventi chirurgici.
La partoriente deve sapere che il suo corpo ha una immensa forza ed è in grado, da solo, di produrre quegli ormoni che favoriscono il buon travaglio, ovvero le prostaglandine che ammorbidiscono la cervice dell’utero e l’ossitocina che provoca le contrazioni, oltre alle endomorfine, vera manna contro i dolori i dolori.
programma in costruzione
Il neonato passa dall’ambiente protetto, della pancia della mamma, dove tutto gli arriva attraverso la madre,-attraverso il cordone ombelicare- in un mondo completamente diverso,con luci, rumori, e...non più nella sacca avvolgente che lo proteggeva.
Quando madre e figlio rimangono vicini e tranquilli nella prima ora dopo la nascita e possono farlo ancora spesso nelle successive 24-48 ore, il legame che si instaura è molto più forte di quando la vicinanza e il contatto si limitano al momento dell’allattamento.
Non vi è alcun dubbio che tutti i fattori che permettono al legame affettivo di stabilirsi (la vostra voce, il vostro odore, il tocco delle vostre mani, le carezze, le coccole) sono tutti gesti molto importanti per il vostro bambino, e lo sono altrettanto per voi. Prima toccherete vostro figlio, lo terrete tra le braccia, lo cullerete e prima termineranno le perdite ematiche, l’utero si contrarrà più rapidamente e si verificherà la montata del colostro, presto seguita da quella lattea. Diventerete, inoltre, più esperte, nel maneggiare il bambino e lo aiuterete gradualmente ad abituarsi al nuovo ambiente.
Il parto naturale
I passaggi che precedono la nascita di un bambino sono quattro: il periodo prodromico, che segna l'inizio del travaglio ed è caratterizzato da contrazioni ritmiche dolorose; il periodo dilatante, che conduce alla dilatazione completa della cervice; il periodo espulsivo (che si conclude con la nascita del bambino), ossia quando il feto viene spinto verso l'esterno attraverso il canale del parto; il secondamento, ossia il periodo immediatamente dopo la nascita in cui placenta e membrane si staccano dall'utero e vengono espulse. Ma vediamoli nel dettaglio:
Le contrazioni sono il segnale più evidente dell'inizio del parto. Servono per preparare il collo dell'utero al passaggio del bambino. Inizialmente si presentano ogni venti minuti, poi ogni quarto d'ora, per poi passare a ogni dieci e infine a cinque minuti. All'inizio i dolori sono sopportabili, poi diventano sempre più intensi e ravvicinati fino a presentarsi a distanza di 1-2 minuti e con una durata di 40-60 secondi. Durante queste contrazioni tutta la muscolatura dell'utero si irrigidisce e il bimbo viene spinto lentamente verso il basso. Nel frattempo il collo dell'utero si appiattisce gradualmente fino a raggiungere i dieci centimetri di dilatazione necessari al passaggio del bambino. Durante questa fase di solito avviene anche la rottura delle acque, ossia del sacco amniotico (le membrane che proteggono il sacco si rompono e fuoriesce un liquido chiaro in cui sono presenti le prostaglandine, sostanze prodotte dall'organismo della mamma e del bambino che stimolano le contrazioni). Il travaglio inizia quando il collo dell'utero comincia a dilatarsi, dopo essersi ammorbidito e assottigliato. Affinché il bambino possa nascere la dilatazione deve essere massima, quindi raggiungere dieci centimetri circa. Nella fase del travaglio in genere la mamma può assumere la posizione che più la mette a suo agio e che la fa soffrire di meno: stare in piedi, camminare, sdraiarsi, sedersi. Ogni due ore viene registrato il battito cardiaco del feto per 20-30 minuti, per scongiurare qualsiasi possibile segno di sofferenza, e viene controllata la dilatazione dell'utero. Nel caso di una prima gravidanza il travaglio dura generalmente di più perché i tessuti sono più tonici e quindi occorre una forza e un tempo maggiori per dilatare il collo dell'utero e far passare il bambino attraverso il canale del parto. La fase espulsiva inizia quando il collo dell'utero è completamento dilatato. Inizialmente la testa del bebè tende a scendere nel canale del parto e, ruotando leggermente, a disporsi nel modo migliore per uscire. Quando la testa del piccolo è scesa verso l'uscita del canale del parto a pochi centimetri dietro l'ingresso della vagina, vuol dire che ha attraversato quasi tutto il canale del parto. Inizia così la fase espulsiva vera e propria. Infatti la testa del bambino, mossa dall'utero che si contrae, schiaccia il retto contro l'osso sacro cosicché la futura mamma sente il bisogno incontenibile di spingere. Con le spinte la testa scende e dilata la vulva, ultimo ostacolo alla nascita del bambino.
Dopo la nascita del piccolo la mamma deve restare ancora qualche tempo in sala parto, seguita dall'ostetrica, per il cosiddetto secondamento, ossia l'espulsione della placenta. In seguito al parto, poi, l'utero della mamma ricomincia a contrarsi e a ridursi per ritornare alle sue dimensioni originarie: è grazie a questi movimenti muscolari che nel giro di un'ora circa la placenta si stacca dalle pareti uterine e viene espulsa. A questo punto il parto è completato.
la nascita
Alla nascita, il bambino è totalmente dipendente dalla madre, la quale deve saper provvedere amorevolmente alla soddisfazione dei suoi bisogni.
Uno dei fattori fondamentali per un corretto sviluppo biologico e psichico del bambino è costituito dalle cure e dall’amore della madre.
E’soprattutto importante il modo in cui la madre svolge queste cure verso il bambino.
Infatti, mentre è intenta a soddisfare un bisogno del suo piccolo, in direzione di un corretto sviluppo biologico, ella instaura anche una interazione emotiva con il bambino e tale condizione è alla base di un sano sviluppo psichico, che fornisce i primi mattoni per la costruzione di una personalità ben strutturata. Ad esempio, uno dei bisogni fondamentali che una madre tende a soddisfare verso il suo piccolo è determinato dal nutrimento. Poco dopo la nascita la madre porta il bambino al seno per nutrirlo e mentre provvede a soddisfare il suo bisogno di cibo e a garantire la sua sopravvivenza, crea un contatto fisico con il suo corpicino, trasmettendo il calore e l’odore che il piccolo riconoscerà sempre essere di sua madre, unica e insostituibile. Inoltre, il modo in cui lo guarda, il suo sorriso e la gioia nel tenerlo a sé, divengono un prezioso e indispensabile nutrimento per la psiche del neonato
l'allattamento
di: Dott.Orlando Caponera,odontostomatologo.
premessa
l'alimentazione fisiologica del neonato è il latte materno.
se si decidesse di rinuciare all'alimentazione al seno, per vari motivi.(malattia,lavoro, altro)
occorre sapere le differenze tra i tre tipi di alimentazione
descriviamo i tre tipi:
1) Alimentazione esclusiva al seno
2) Alimentazione mista (parte al seno e parte artificiale)
3) Alimentazione artificiale
Fattori che possono essere influenzati dal tipo d'alimentazione:
a) Nutrizionale
b) Strutturale
c) Funzionale
d) Psicologico (vedi la mente: aspetto psicologico del bambino dalla nascita fino ai 2 anni)
Osserviamo singolarmente i tre "tipi" di alimentazione
analizzando i fattori a,b,c,d .
1) Alimentazione esclusiva al seno
a) Fattore nutrizionale
Il latte di una mamma sana risponde a tutti i requisiti nutrizionali per una crescita ottimale del bambino.
b) Fattore strutturale
Le strutture ossee e muscolari sono modellate in maniera ottimale durante la suzione e la respirazione corretta del bambino.
c) Fattore funzionale
La deglutizione e la respirazione sono svolte in maniera corretta.
d) Fattore psicologico. (vedi. La mente: aspetto psicologico del bambino dalla nascita fino ai 2 anni)
Il contatto immediato e duraturo madre-bambino permette un determinante apporto di sicurezza nel bambino
Alimentazione mista
a) Fattore nutrizionale
L'apporto nutrizionale, anche se non eguaglia l'alimentazione al seno, può considerarsi soddisfacente
b) Fattore strutturale
Le strutture ossee e muscolari potrebbero essere alterate
c) Fattore funzionale
La deglutizione e la respirazione sono svolte durante l’alimentazione al seno correttamente, mentre durante l'alimentazione al biberon in maniera anomala ("nipple cofusion").
d) Fattore psicologico.(vedi la mente: aspetto psicologico del bambino dalla nascita fino ai 2 anni)
Il contatto madre figlio potrebbe essere soddisfacete se condotto simulando il più possibile ,quando si alimenta il bambino al biberon , l'allattamento al seno.
Alimentazione artificiale
a) Fattore nutrizionale
L'apporto nutrizionale, anche se non eguaglia l'alimentazione al seno, può considerarsi soddisfacente.
b) Fattore strutturale
Le strutture ossee e muscolari potrebbero essere alterate.
c) Fattore funzionale
La respirazione e la deglutizione sono svolte in maniera scorretta.
d) Fattore psicologico ( vedi la mente: aspetto psicologico del bambino dalla nascita fino ai 2 anni)
Il contatto madre-figlio potrebbe essere soddisfacente se condotto simulando il più possibile le stesse accortezze dell'allattamento al seno
All'inizio della vita il latte materno offre la risposta ottimale e più semplice per una nutrizione adeguata ed equilibrata in tutte le sue componenti. L'educazione alimentare inizia con la nascita, sia per gli aspetti nutrizionali che per quelli "qualitativi".
Il momento alimentare è sempre (fin dall'inizio e poi per tutta la vita) un fatto anche di comunicazione e di relazione.
L'allattamento al seno, ad esempio, oltre al latte offre anche la possibilità di uno scambio fisico, e cioè calore, contatto di pelle, abbraccio, ecc., cose queste che non possono essere considerate complementari al cibo, ma sono esse stesse nutrimento. In altre parole mentre si appaga il senso della fame, si instaura anche una relazione: si crea fra madre e bambino un dialogo che è fatto di tanti messaggi corporei, individuali e quindi ricchi di significato relazionale.
L’allattamento al seno è un'esperienza del vivere umano vecchia di almeno 4 milioni di anni. Il latte materno è il primo alimento dell'uomo: il solo alimento che si adatta perfettamente sia alla sua fisiologia (per digeribilità, apporto nutritivo, garanzie igieniche), che ai suoi bisogni relazionali. Il latte materno non è solo un alimento ma un vero e proprio sistema biologico che si adatta alla velocità di crescita del lattante, alla variabilità dei suoi fabbisogni nutritivi e alle sue capacità digestive e metaboliche.
Il latte che si forma nel seno materno modifica infatti la sua costituzione con il passare del tempo, in perfetta correlazione con le esigenze nutrizionali del bambino che cresce. Le modificazioni che subisce riguardano prevalentemente l'equilibrio tra i vari costituenti.
per approfodimenti
allattamento al seno quale mezzo di prevenzione per la vita 
L’allattamento al seno è accertato avere un ruolo importante nella prevenzione di svariate patologie, sia in età pediatrica sia adulta; i vantaggi nutrizionali, immunologici, psicologici e generali per la salute del bambino
e della mamma sono stati documentati per anni da innumerevoli autori, mentre un aspetto poco noto riguarda un diverso sviluppo della cavità orale e delle strutture circostanti nei neonati che poppano esclusivamente al seno rispetto a quelli che ricevono biberon.
Sono stati condotti diversi studi epidemiologici sull’argomento, ma la maggior parte di loro presenta difetti metodologici che rendono i risultati soggetti a controversie; in generale i bambini che sono stati allattati al seno solo per alcuni mesi sono classificati come “allattati al seno”, questo diminuisce le differenze tra i bambini alimentati esclusivamente al seno e i bimbi nutriti con latte artificiale, impedendo l’individuazione dei problemi legati alle tettarelle e ai biberon. (v. Barbato.U. Procaccini.M. Caponera.O., “L’influenza del tipo d’allattamento sull’apparato stomatognatico”, Il Dentista moderno, 1987 )
In effetti, i due sistemi di suzione differiscono in maniera sostanziale, a seconda che essa avvenga alla mammella o artificialmente. Ora, la migliore descrizione della suzione del bambino durante la poppata, sia al seno sia al biberon, è stata fatta con gli ultrasuoni da M. Woolridge nel suo studio” The anatomy of infant suckling”, Midwifery, 1986.
Le differenze sostanziali evidenziate sono due:
la prima è che il capezzolo si adatta alla forma della bocca del bambino,
mentre con la tettarella è la bocca del lattante che si deve adattare alla tettarella;
la seconda riguarda i meccanismi di suzione diversi, tanto nei movimenti effettuati dalle strutture orali del bimbo quanto per la pressione sviluppata.
La suzione attiva al seno permette al tessuto morbido ed elastico della mammella di plasmare il palato duro, perché esso si schiaccia e si dilata in risposta all’azione della lingua del bambino. Quando il lattante mette in atto il movimento di tipo peristaltico per strizzare il latte dal capezzolo/ aureola, il suo palato duro è delicatamente modellato in una conformazione arrotondata ad U.
L’azione di compressione peristaltica della lingua, che procede da avanti verso il retro della bocca, spinge il latte verso la gola, dove il bambino lo inghiotte ottenendo il nutrimento.
La deglutizione è l'atto fisiologico con cui è coordinato il transito attraverso una via comune dell'aria diretta ai polmoni e del latte materno.
E' alla nascita, con l'emissione del primo vagito, che s’innesca questo meccanismo perfetto.
Il neonato conquistato il capezzolo materno cerca di succhiare prima il colostro, poi il latte, creando una pressione negativa nel cavo orale. Raggiunge quest’intento aspirando l'aria che è in bocca nei polmoni e restringendo il cavo orale con la dislocazione posteriore della mandibola. Va rilevato che in quest’istante il latte non cade nel cavo orale, ma si esteriorizza nel capezzolo e nell'aureola senza così raggiungere i polmoni e causare asfissia. A questo punto il capezzolo e l'aureola diventano turgidi stimolando così la contrazione della lingua che spreme il contenuto del capezzolo schiacciandolo sulla volta palatina. Contemporaneamente la lingua assume aspetto arciforme, e in questo modo chiude con la parte posteriore il collegamento con le vie aeree lasciando aperta solo la via esofagea.
Questo modo sano e normale di deglutizione costituisce la base del corretto riflesso di deglutizione anche in età adulta.
La lingua in posizione di riposo giace sul pavimento del palato sotto il bordo dei denti superiori e le labbra sono chiuse.
Quando il bambino introduce in bocca il capezzolo e parte dell’aureola, è costretto a respirare con il naso, abituandosi così anche in futuro a svolgere questa funzione in maniera fisiologica; il naso, infatti, svolge una funzione preminente nella dinamica respiratoria per la sua anatomia e fisiologia, visto che presenta una vasta superficie ricoperta da una membrana mucosa vascolarizzata e strutturata in modo da assolvere a importanti funzioni quali, la filtrazione, che è svolta meccanicamente, da peli e ciglia, e chimicamente da alcuni lisoenzimi, secreti dalla membrana mucosa, che presentano azione battericida; la umidificazione, che viene svolta dalle secrezioni della mucosa nasale che rendono il flusso d’aria umido impedendo l’essiccazione dei tessuti con cui essa viene a contatto; la calefazione, che consiste nel riscaldamento dell’aria inspirata, la quale si verifica grazie all’abbondante flusso di sangue che giunge alla membrana della mucosa nasale riccamente vascolarizzata.
In considerazione dei rapporti anatomici ed embriogenetici esistenti tra orecchio medio, muscoli masticatori, muscolo tensore del velo pendulo e del timpano, derivati dal primo arco branchiale, si evidenzia una correlazione tra funzione tubarica e lo sviluppo dell’arco palatale. (v. Gli aquiloni volano con il vento. 1° Convegno, ” La salute del bambino: aspetti preventivi e sociali”, 03/1998.Ospedale S. Spirito Roma. Caponera. O. Nisticò.A. (Allattamento al seno: sapevate che….?)
Per evidenziare gli effetti benefici dell’allattamento al seno, descriviamo cosa potrebbe accadere con l’allattamento artificiale.
Nelle prime fasi di sviluppo della cavità orale il palato è malleabile come cera molle. Pertanto, quando la tettarella è premuta contro la tenera struttura ossea, può essere modellato in forma innaturalmente stretta a V, occupando lo spazio riservato alle cavità nasali.
Quando la volta palatale è spinta verso l’alto, il pavimento della cavità nasale sale altrettanto: dato che l’arco del naso non sale allo stesso modo, ci sarà una riduzione dello spazio delle fosse nasali, riducendo la respirazione fisiologica nasale e quindi costringendo il bambino a respirare con la bocca.
Durante questa scorretta funzione, una considerevole quota di aria inspirata salta il fisiologico filtro dell’epitelio nasale, il flusso di aria non filtrato, umidificato e non preriscaldato penetra attraverso la bocca sui tessuti adenotonsillari, ipertrofizzandoli e infiammandoli.
Quando il bambino succhia il latte dal biberon, la lingua compie un movimento di schiacciamento simile ad un pistone, con il compito di regolare il flusso del latte aprendo o tappando il buchino (che le mamme spesso allargano per velocizzare l’operazione).
Con l’errata tecnica di suzione, in pratica il bambino impara a nutrirsi passivamente, con scarsa e scorretta attività linguale e labiale, e soprattutto assumendo una postura linguale e mandibolare atipica e sostanzialmente scorretta, con ripercussioni anche a carattere generale (dislocazione dell’ A.T.M alterarata, incompetenza labiale, ipotonia e incoordinamento muscolare).
Lo scorretto schema deglutitorio che il bambino memorizza può permanere anche dopo la cessazione dell’uso del biberon. Quest’anomala attività motoria della lingua si correla ad una condizione di spinta linguale o di deglutizione deviata.
Una incoordinazione funzionale tra i muscoli dell’orecchio, può portare ad una insufficiente ventilazione del medesimo, con l’irrigidimento della catena ossiculare. Questa condizione può favorire l’accumulo di secrezione all’interno del cavo timpanico e della tuba ostruita, e quindi una diminuzione dell’udito di media e grave entità.
Riteniamo utile citare l’indagine che abbiamo condotto in collaborazione con i Padri Camilliani in Kenya, dove, in alcuni villaggi sulle colline di Kisii, nei bambini in età compresa tra i tre e i sei anni, l’incidenza delle abitudini viziate è prossima allo zero. La stessa situazione non è stata osservata né presso il Tabaka Mission Hospital, sempre nelle vicinanze di Kisii, né presso la città di Nairobi. Probabilmente, la spiegazione di ciò sta nel modello comportamentale delle madri, le quali nei villaggi collinari allattano i neonati esclusivamente al seno per ben due anni, mentre nella Missione e tanto più a Nairobi, sotto l’influenza delle strutture “civilizzate”, sostituiscono in tutto o in parte l’allattamento esclusivamente naturale con quello artificiale.(v. 1° Congresso Internazionale della European Association of Dental Public Health. Cittadella (PD), Caponera.O. Nisticò.A., “The role of diet in the prevention of oral, cranial and cervical dysfunctions”, 10/1997, e 54° Congresso Andi Firenze. Caponera.O. Nisticò. A., “Correlazione tra alimentazione e patologie oro-cranio-cervicali”, 04/1998
A conclusione di quanto sopra esposto, ci sembra utile indicare alcuni suggerimenti operativi da noi ritenuti indispensabili al fine di ridurre al minimo le probabili disfunzioni del lattante:
1) Informazione corretta durante i corsi di preparazione al parto, con distribuzione di materiale informativo. (v.3°.Congresso Internazionale European Association of Dental PublicHealth. Oral Promotion-Stering Group In Strasbourg.10/1999. “La nostra bocca: un tesoro da difendere”, Caponera. O.)
2) Se la mamma può e desidera allattare il bambino al seno, prima del parto informare sia la mamma sia il personale Sanitario sull’importanza dell’allattamento esclusivo.
3) Osservare i bambini, specie quelli alimentati o parzialmente o totalmente con latte artificiale, e se necessita, in accordo con il pediatra curante sull’età di esecuzione; correggere, in collaborazione con l’otorino e il logopedista, la respirazione orale, la deglutizione scorretta, i disturbi fonetici ed eventuali altre abitudini viziate con esercizi di mioterapia ; con l’ausilio dello specialista odontoiatra la forma a v del palato, usando opportune terapie (p.es. i disgiuntori rapidi del palato), le quali, oltre a risolvere i problemi odontoiatrici, spesso risolvono anche i problemi di pertinenza otorino (sindromi ostruttive, rinofaringiti, otiti, ipoacusie, russamento, apnee notturne, cefalee) e posturali. ( v. Dal volume:
“Lombalgie e Apparato Locomotore”, a cura di Scoppa F., Edi-Ermes, 1998: Caponera.O., “Disfunzioni oro-cranio-cervicali: prevenzione e orientamenti terapeutici”.)
References:
1. Barbato U, Procaccini M, Caponera O, Baldoni E, Salvi G. " L'influenza del tipo di allattamento sull'apparato stomatognatico", Il dentista moderno. 1987 (8): 1731-7.
2. Bernkopf E, Broia V, Bertarini AM. Malocclusioni e patologie respiratorie ostruttive, Rivista Italiana di Stomatologia. 1994 (10): 501-509.
3. Bernkopf E, Caponera O, Broia V, Bertarini AM.Effetti dell’allattamento artificiale sulla struttura cranio-mandibolo-vertebrale.Medico e bambino.Vol. 19 Num.4. 30 aprile 2000.
4. Bondi, M. Mioterapia orofacciale cranio-cervicale. Masson; Milano, 1991.
5. Caponera, O. La nostra bocca: un tesoro da difendere. Ed. USL RM/12, Roma, 1993.
6. Caponera, O. Pellegrino R, Commentucci A, Costa F. Disfunzione oro-cranio-cervicali: prevenzione ed orientamenti terapeutici. 1° Convegno Interdisciplinare Lombalgie e apparato locomotore Roma. 1996 Oct 12-13.
7. Caponera, O. Nisticò A.M. Commentucci A. and Costa F. The role of the diet in the prevention of oral, cranial and cervical dysfuncions 1°Congrss of the European Association of Dental Public Health. 26 -27 Settembre 1997 Cittadella Italy
8. Caponera, O. Ieraci R. Commentucci A. and Costa F. Prevention programme for oral disease, caries and malocclusion in the distriect covered by ASL. R M/E. 1° Congress of the European Association of Dental Public Health .26-27 Settembre 1997 Cittadella Italy.
9. Caponera, O. Nisticò A.”Correlazione tra alimentazione e patologie oro-cranio-cervicali” 54° Congresso A.N.D.I. Firenze 04/1998
10. Caponera, O. Pellegrino R. Commentucci A. Costa F. Dal volume “Lombalgie e apparato locomotore”, a cura di Scoppa F. Edi-Ermes.1998 “Disfunzioni oro-cranio-cervicali prevenzione ed orientamenti terapeutici”.
Caponera, O. Allattamento e dentizione. AMAS Laetitia. (ASSOCIAZIONE DI MADRI CHE ALLATTANO AL SENO) Fonte di vita e di gioia. Gennaio- Aprile 2000 .
11 O.Caponera.A. Comito.G. Ferretti. C. Lombardo. “l’allattamento al seno quale mezzo di prevenzione per la vita”. VII Congresso Nazionale della società di Neonatologia. 20-23 giugno 2001.Chieti.(IT)
11. Cozza P, Fidato R, Germani C, Santoro G, Siciliani G. La deglutizione atipica. Mondo Ortodontico; 1992 (17): 141-7.
12. Didonna, G. Bellarcia P, Aquilano F. Eziopatogenesi dell’open–bite. Dental Cadmos 15/99
13. Drane, D. The effect of use of dummies and teats on orofacial development.Breastfiding Review 1996; 4:59-64
14. Ferrante A. La deglutizione atipica. Il dentista Moderno; 1995 (2): 227-39.
15. Festa F, Radicchi A, Bonadonna R, Samà. R. Disfunzioni ATM in età evolutiva. Dental Cadmos. 1996 (6): 44-57.
16. Giannì E. La nuova ortognadotonzia. Piccin. Padova. 1980-1993
17. Ghiglione V, Cocuzza L, Trentacancia MR. Influenza delle abitudini viziate nell'open byte dento-scheletrico anteriore. Doctor Os. 1996 (3): 31-9.
18. Inoue N, Sakashita R, Kamegai T. Reduction of massetere muscle activity in bottle-fed babies. Early-Hum-Dev. 1995 Aug 18; 42 (3): 185-93.
19. Josell SD. Habits affecting dental and maxillofacial growth and development. Dent-Clin-North-Am. 1995 Oct; 39 (4): 851-60.
20. Larsson E. Dummy and finger sucking habits wit special attention to their significance for facial grown and occlusion. The effect of earliy dummy and finger-sucking habit in 16 year old children compared wit children withoutearlier suking habit. Swedish Dent J 1978 1: 23-33.
21. Larsson E. Artificial sucking habits:Etiology prevalence and effect on occlusion. Int J Oru Myol 1994; 20: 10-21.
22. Legovic M. Ostric I. The effects of feeding methodson the growth of the jaws in infants. J of Dental for Child 1991; 58: 253-55.
23. Levrini.A. Terapia Miofunzionale .Masson. Milano 1997
24. Levrini A. Le abitudini viziate. Quaderni di odontoiatria infantile. Masson. Milano. 1990.
25. Levrini A. Terapia funzionale. Solei, Catania, 1993.
26. Medoff-Cooper B, Ray W. Neonatal sucking behaviors. Image-J-Nurs-Sch. 1995 Fall; 27 (3): 195-200.
27. Medoff-Cooper B, Gennaro S. The correlation of sucking behaviour and Bayley Scales of Injfant Development at six months of age in VLBW infants. Nurs-Res. 1995 Sept-Oct; 45 (5): 291-6
28. Mongini F. Influenza of function on temporomandibular joint remodeling and degenerative disease. Dent. Clinic. North Am. 1983 (27): 479-94.
29. Ngan P, Fields H. Orthodontic diagnosis and treatment planning in the primary dentition. ASDC-J-Dent-Child. 1993 Jan-Feb; 62 (1): 25-33.
30. Palmer, B. The influence of brestfeeding on the development of breastfiding on the development of the oral cavity: a commentary. J Hum Lact 1998; 14 (2): 93-98.
31. Palmer, B. The significance of the delivery system during infant feeding and nurturing. Australian Lactation Consultant Association (ALCA) News 1996; 7(1): 26-29.
32. Palmer, B. Brestfeeding : Reducing the risk for obstructive sleep apnea. From Brestfeeding Abstrat, February 1999, Volume 18 Number 3, pp19-20.
33. Polimeni A, Ottolenghi G. Ierardo G Monzon L. Aspetti clinici e terapeutici della deglutizione atipica.Dental Cadmos.17/99.
34. Ricketts RM. Respiratory obstruction syndrome. Am. J. Orthod. 1968 (54): 495-506.
35. Ronchetti R. Villa M.P. Bernkoph E. Le componenti strutturali craniofacciali del bambino con ostruzioni delle alte vie e disturbi respiratori nel sonno. Rivista Italiana di Broncopneumonologia Pediatrica. 1998; 2: 161-4.
36. Tamura Y, Horikawa Y, Yoshida S. Co-ordination of tongue movements and peri-oral muscle activies during nutritive sucking. Dev. Med Child Neurol. 1996 Jun, 38 (6): 503-10.
37. Villa M.P Ronchetti R. Varietà clinica ed eziopatogenetica dei disturbi respiratori del sonno.Riv. Ital: Pediatr.(IJP)1999;25: 867-72.
38. Zocconi E.Otite media con effusione.Medico e Bambino 1997; 10.
-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------