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   Materiale Didattico Riduci

L’allattamento al seno quale mezzo di prevenzione per la vita

L’allattamento al seno è accertato avere un ruolo importante nella prevenzione di svariate patologie, sia in età pediatrica sia adulta; i vantaggi nutrizionali, immunologici, psicologici e generali per la salute del bambino
e della mamma sono stati documentati per anni da innumerevoli autori, mentre un aspetto poco noto riguarda un diverso sviluppo della cavità orale e delle strutture circostanti nei neonati che poppano esclusivamente al seno rispetto a quelli che ricevono biberon.

Sono stati condotti diversi studi epidemiologici sull’argomento, ma la maggior parte di loro presenta difetti metodologici che rendono i risultati soggetti a controversie; in generale i bambini che sono stati allattati al seno solo per alcuni mesi sono classificati come “allattati al seno”, questo diminuisce le differenze tra i bambini alimentati esclusivamente al seno e i bimbi nutriti con latte artificiale, impedendo l’individuazione dei problemi legati alle tettarelle e ai biberon. (v. Barbato.U. Procaccini.M. Caponera.O., “L’influenza del tipo d’allattamento sull’apparato stomatognatico”, Il Dentista moderno, 1987 )
In effetti, i due sistemi di suzione differiscono in maniera sostanziale, a seconda che essa avvenga alla mammella o artificialmente. Ora, la migliore descrizione della suzione del bambino durante la poppata, sia al seno sia al biberon, è stata fatta con gli ultrasuoni da M. Woolridge nel suo studio” The anatomy of infant suckling”, Midwifery, 1986.

Le differenze sostanziali evidenziate sono due:

la prima è che il capezzolo si adatta alla forma della bocca del bambino,

 mentre con la tettarella è la bocca del lattante che si deve adattare alla tettarella;


la seconda riguarda i meccanismi di suzione diversi, tanto nei movimenti effettuati dalle strutture orali del bimbo quanto per la pressione sviluppata.

La suzione attiva al seno permette al tessuto morbido ed elastico della mammella di plasmare il palato duro, perché esso si schiaccia e si dilata in risposta all’azione della lingua del bambino. Quando il lattante mette in atto il movimento di tipo peristaltico per strizzare il latte dal capezzolo/ aureola, il suo palato duro è delicatamente modellato in una conformazione arrotondata ad U.
L’azione di compressione peristaltica della lingua, che procede da avanti verso il retro della bocca, spinge il latte verso la gola, dove il bambino lo inghiotte ottenendo il nutrimento.
La deglutizione è l'atto fisiologico con cui è coordinato il transito attraverso una via comune dell'aria diretta ai polmoni e del latte materno.
E' alla nascita, con l'emissione del primo vagito, che s’innesca questo meccanismo perfetto.
Il neonato conquistato il capezzolo materno cerca di succhiare prima il colostro, poi il latte, creando una pressione negativa nel cavo orale. Raggiunge quest’intento aspirando l'aria che è in bocca nei polmoni e restringendo il cavo orale con la dislocazione posteriore della mandibola. Va rilevato che in quest’istante il latte non cade nel cavo orale, ma si esteriorizza nel capezzolo e nell'aureola senza così raggiungere i polmoni e causare asfissia. A questo punto il capezzolo e l'aureola diventano turgidi stimolando così la contrazione della lingua che spreme il contenuto del capezzolo schiacciandolo sulla volta palatina. Contemporaneamente la lingua assume aspetto arciforme, e in questo modo chiude con la parte posteriore il collegamento con le vie aeree lasciando aperta solo la via esofagea.
Questo modo sano e normale di deglutizione costituisce la base del corretto riflesso di deglutizione anche in età adulta.
La lingua in posizione di riposo giace sul pavimento del palato sotto il bordo dei denti superiori e le labbra sono chiuse.
Quando il bambino introduce in bocca il capezzolo e parte dell’aureola, è costretto a respirare con il naso, abituandosi così anche in futuro a svolgere questa funzione in maniera fisiologica; il naso, infatti, svolge una funzione preminente nella dinamica respiratoria per la sua anatomia e fisiologia, visto che presenta una vasta superficie ricoperta da una membrana mucosa vascolarizzata e strutturata in modo da assolvere a importanti funzioni quali, la filtrazione, che è svolta meccanicamente, da peli e ciglia, e chimicamente da alcuni lisoenzimi, secreti dalla membrana mucosa, che presentano azione battericida; la umidificazione, che viene svolta dalle secrezioni della mucosa nasale che rendono il flusso d’aria umido impedendo l’essiccazione dei tessuti con cui essa viene a contatto; la calefazione, che consiste nel riscaldamento dell’aria inspirata, la quale si verifica grazie all’abbondante flusso di sangue che giunge alla membrana della mucosa nasale riccamente vascolarizzata.
In considerazione dei rapporti anatomici ed embriogenetici esistenti tra orecchio medio, muscoli masticatori, muscolo tensore del velo pendulo e del timpano, derivati dal primo arco branchiale, si evidenzia una correlazione tra funzione tubarica e lo sviluppo dell’arco palatale. (v. Gli aquiloni volano con il vento. 1° Convegno, ” La salute del bambino: aspetti preventivi e sociali”, 03/1998.Ospedale S. Spirito Roma. Caponera. O. Nisticò.A. (Allattamento al seno: sapevate che….?)



Per evidenziare gli effetti benefici dell’allattamento al seno, descriviamo cosa potrebbe accadere con l’allattamento artificiale.

Nelle prime fasi di sviluppo della cavità orale il palato è malleabile come cera molle. Pertanto, quando la tettarella è premuta contro la tenera struttura ossea, può essere modellato in forma innaturalmente stretta a V, occupando lo spazio riservato alle cavità nasali.


Quando la volta palatale è spinta verso l’alto, il pavimento della cavità nasale sale altrettanto: dato che l’arco del naso non sale allo stesso modo, ci sarà una riduzione dello spazio delle fosse nasali, riducendo la respirazione fisiologica nasale e quindi costringendo il bambino a respirare con la bocca.

 
Durante questa scorretta funzione, una considerevole quota di aria inspirata salta il fisiologico filtro dell’epitelio nasale, il flusso di aria non filtrato, umidificato e non preriscaldato penetra attraverso la bocca sui tessuti adenotonsillari, ipertrofizzandoli e infiammandoli.


Quando il bambino succhia il latte dal biberon, la lingua compie un movimento di schiacciamento simile ad un pistone, con il compito di regolare il flusso del latte aprendo o tappando il buchino (che le mamme spesso allargano per velocizzare l’operazione).

Con l’errata tecnica di suzione, in pratica il bambino impara a nutrirsi passivamente, con scarsa e scorretta attività linguale e labiale, e soprattutto assumendo una postura linguale e mandibolare atipica e sostanzialmente scorretta, con ripercussioni anche a carattere generale (dislocazione dell’ A.T.M alterarata, incompetenza labiale, ipotonia e incoordinamento muscolare).

Lo scorretto schema deglutitorio che il bambino memorizza può permanere anche dopo la cessazione dell’uso del biberon. Quest’anomala attività motoria della lingua si correla ad una condizione di spinta linguale o di deglutizione deviata.

 
Una incoordinazione funzionale tra i muscoli dell’orecchio, può portare ad una insufficiente ventilazione del medesimo, con l’irrigidimento della catena ossiculare. Questa condizione può favorire l’accumulo di secrezione all’interno del cavo timpanico e della tuba ostruita, e quindi una diminuzione dell’udito di media e grave entità.




Riteniamo utile citare l’indagine che abbiamo condotto in collaborazione con i Padri Camilliani in Kenya, dove, in alcuni villaggi sulle colline di Kisii, nei bambini in età compresa tra i tre e i sei anni, l’incidenza delle abitudini viziate è prossima allo zero. La stessa situazione non è stata osservata né presso il Tabaka Mission Hospital, sempre nelle vicinanze di Kisii, né presso la città di Nairobi. Probabilmente, la spiegazione di ciò sta nel modello comportamentale delle madri, le quali nei villaggi collinari allattano i neonati esclusivamente al seno per ben due anni, mentre nella Missione e tanto più a Nairobi, sotto l’influenza delle strutture “civilizzate”, sostituiscono in tutto o in parte l’allattamento esclusivamente naturale con quello artificiale.(v. 1° Congresso Internazionale della European Association of Dental Public Health. Cittadella (PD), Caponera.O. Nisticò.A., “The role of diet in the prevention of oral, cranial and cervical dysfunctions”, 10/1997, e 54° Congresso Andi Firenze. Caponera.O. Nisticò. A., “Correlazione tra alimentazione e patologie oro-cranio-cervicali”, 04/1998
















A conclusione di quanto sopra esposto, ci sembra utile indicare alcuni suggerimenti operativi da noi ritenuti indispensabili al fine di ridurre al minimo le probabili disfunzioni del lattante:
1) Informazione corretta durante i corsi di preparazione al parto, con distribuzione di materiale informativo. (v.3°.Congresso Internazionale European Association of Dental PublicHealth. Oral Promotion-Stering Group In Strasbourg.10/1999. “La nostra bocca: un tesoro da difendere”, Caponera. O.)
2) Se la mamma può e desidera allattare il bambino al seno, prima del parto informare sia la mamma sia il personale Sanitario sull’importanza dell’allattamento esclusivo
.


3) Osservare i bambini, specie quelli alimentati o parzialmente o totalmente con latte artificiale, e se necessita, in accordo con il pediatra curante sull’età di esecuzione; correggere, in collaborazione con l’otorino e il logopedista, la respirazione orale, la deglutizione scorretta, i disturbi fonetici ed eventuali altre abitudini viziate con esercizi di mioterapia ; con l’ausilio dello specialista odontoiatra la forma a v del palato, usando opportune terapie (p.es. i disgiuntori rapidi del palato), le quali, oltre a risolvere i problemi odontoiatrici, spesso risolvono anche i problemi di pertinenza otorino (sindromi ostruttive, rinofaringiti, otiti, ipoacusie, russamento, apnee notturne, cefalee) e posturali. ( v. Dal volume:
“Lombalgie e Apparato Locomotore”, a cura di Scoppa F., Edi-Ermes, 1998: Caponera.O., “Disfunzioni oro-cranio-cervicali: prevenzione e orientamenti terapeutici”.) 




References:

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3. Bernkopf E, Caponera O, Broia V, Bertarini AM.Effetti dell’allattamento artificiale sulla struttura cranio-mandibolo-vertebrale.Medico e bambino.Vol. 19 Num.4. 30 aprile 2000.
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5. Caponera, O. La nostra bocca: un tesoro da difendere. Ed. USL RM/12, Roma, 1993.
6. Caponera, O. Pellegrino R, Commentucci A, Costa F. Disfunzione oro-cranio-cervicali: prevenzione ed orientamenti terapeutici. 1° Convegno Interdisciplinare Lombalgie e apparato locomotore Roma. 1996 Oct 12-13.
7. Caponera, O. Nisticò A.M. Commentucci A. and Costa F. The role of the diet in the prevention of oral, cranial and cervical dysfuncions 1°Congrss of the European Association of Dental Public Health. 26 -27 Settembre 1997 Cittadella Italy
8. Caponera, O. Ieraci R. Commentucci A. and Costa F. Prevention programme for oral disease, caries and malocclusion in the distriect covered by ASL. R M/E. 1° Congress of the European Association of Dental Public Health .26-27 Settembre 1997 Cittadella Italy.
9. Caponera, O. Nisticò A.”Correlazione tra alimentazione e patologie oro-cranio-cervicali” 54° Congresso A.N.D.I. Firenze 04/1998
10. Caponera, O. Pellegrino R. Commentucci A. Costa F. Dal volume “Lombalgie e apparato locomotore”, a cura di Scoppa F. Edi-Ermes.1998 “Disfunzioni oro-cranio-cervicali prevenzione ed orientamenti terapeutici”.
Caponera, O. Allattamento e dentizione. AMAS Laetitia. (ASSOCIAZIONE DI MADRI CHE ALLATTANO AL SENO) Fonte di vita e di gioia. Gennaio- Aprile 2000 .
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